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Muos, Iss raccomanda: "Necessario sorvegliare"
di Redazione

Radar a Niscemi, monito dell’Istituto superiore della sanità. “Forte cautela soprattutto per i giovani”

Tags: Muos, Niscemi



ROMA - “Particolare attenzione e cautela” e realizzazione di un “sistema di sorveglianza epidemiologica dello stato di salute delle persone residenti a Niscemi” al fine di “poter rilevare eventuali variazioni di frequenza di patologie e di fornire dati tempestivi alla popolazione residente”. E' quanto raccomanda l'Istituto superiore di sanità (Iss) nelle conclusioni dello studio sul Muos - il sistema di comunicazioni satellitari per fini militari in allestimento nel comune siciliano - condotto in collaborazione con l'Organizzazione mondiale della Sanità e l'Ispra e richiesto dal ministero della Salute. Lo studio riguarda la valutazione delle esposizioni della popolazione ai campi elettromagnetici collegati all'installazione delle nuove antenne nella zona.

L'Iss premette che “in merito all'esposizione ai campi elettromagnetici e al profilo di salute, nella letteratura internazionale non esistono studi che abbiano fornito evidenze sufficienti per pronunciarsi in modo positivo o negativo sugli effetti sulla salute”. Tuttavia, avverte l'Istituto superiore di sanità, la “presenza nella popolazione di Niscemi di una componente giovanile più accentuata che nell'intera regione, richiede una particolare attenzione e cautela”. Infatti, precisa L'Iss, “secondo L'Organizzazione mondiale della Sanità 'c'è un'evidenza diretta che i bambini sono più suscettibili degli adulti ad almeno alcuni cancerogeni, incluse alcune sostanze chimiche e varie forme di radiazioni”.

L'Iss sottolinea, comunque, che “non sono inoltre prevedibili rischi dovuti agli effetti noti dei campi elettromagnetici, e anche nell'ipotesi poco probabile di un puntamento delle antenne paraboliche a livello del terreno, o comunque nella direzione di persone che potrebbero essere esposte al fascio principale - rileva - si ritiene che tali rischi possano essere considerati trascurabili”. Infine, per quanto riguarda le “possibili interferenze su apparecchiature elettromedicali e dispositivi medici impiantabili attivi, non sono prevedibili - conclude l'Iss - particolari problemi connessi alla messa in funzione delle antenne Muos”.

Articolo pubblicato il 07 settembre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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