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Letta ribatte a Rehn: “Manterremo il 3%”
di Redazione

“Il nostro Paese si salva solo con fiducia. Il debito è un incubo”

Tags: Enrico Letta



MILANO — “Ci sono tutte le condizioni per tenere i conti sotto il 3 per cento”. È quanto sostiene il presidente del Consiglio, Enrico Letta, in occasione di una sua visita ai cantieri dell'Expo, rispondendo indirettamente alle critiche avanzate dal commissario europeo Olli Rehn dopo l’eurogruppo.

“Gli ultimi dati economici sull'Italia - aveva detto il commissario finlandese - non sono buoni, per assicurare il ritorno della ripresa è essenziale la stabilità politica”.

Secondo Letta “i tassi continueranno a scendere e non ci sarà nessun problema in merito allo sforamento entro fine anno del 3 per cento. Terremo i conti sotto il 3 per cento mantenendo i tassi di interesse in discesa e per questo non sono preoccupato”. Certo è, ha proseguito Letta, che per ottenere questo risultato “occorre una stabilità politica ma di questo non sono preoccupato, perché sono convinto che il buon senso e la serenità prevarranno”.

Il tema del deficit quindi, secondo Letta, è legato alla stabilità politica che significa “tassi che scendono e spread che si abbassa. Ma se per colpa dell'instabilità politica - ha sottolineato - tassi e spread si rialzeranno vuole dire che dobbiamo tenere conto di una situazione mutata. Sono però convinto - ha precisato - che saremo tutti all'altezza della sfida”.

Ieri mattina, alla seconda giornata di lavori della 47ª Settimana sociale dei cattolici al teatro Regio di Torino, il premier aveva detto che “il nostro Paese si salverà solo se c'è fiducia che passa per la responsabilità per ognuno di ogni, per la capacità di ognuno di fare la sua parte”. “Il debito è un incubo per chi governa il Paese in questo momento - ha sottolineato -. Il debito è mangiarsi il futuro, vuol dire risolvere i problemi di oggi con le risorse dei nostri figli. I mesi che abbiamo davanti saranno molto importanti per la credibilità del nostro Paese manterremo gli impegni sul debito. Abbiamo preso degli impegni che vanno mantenuti e la crebilità passa attraverso la serietà dei comportamenti".

"Bisogna essere seri per essere credibili e non dare impressione di essere sempre sull'orlo di un vulcano in ebollizione”, ha aggiunto. "Per pagare i debiti - ha detto il premier - bisogna essere credibili, se non si è credibili i debiti non si pagano, nel senso che nessuno si compra il debito e se nessuno ci compra il debito non ce la facciamo".
“Vi assicuro - ha poi affermato - che la fatica che stiamo facendo per mantenere in piedi il governo, insieme il Paese e le istituzioni in questo momento è enorme".

"Cosa mi sembra più problematico per il futuro dell'Italia? Io non ho dubbi, una è la caratteristica che racconta l'Italia in difficoltà: siamo una società sterile, che non fa figli e che sulla demografia sta perdendo la scommessa della società, sta perdendo la scommessa vera quella della vita".

Articolo pubblicato il 14 settembre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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