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Quotidiano di Sicilia
Belvedere: la centrale Rsu più giovane di Londra, sorta sulle rive del Tamigi
di Andrea Salomone

La posizione consente il quasi esclusivo traffico fluviale ed evita la circolazione di 100mila tir l’anno

Tags: Rsu, Rifiuti, Inceneritori, Termovalorizzatori, Impianti, Energia, Elettricità, Combustibili Fossili, CO², Emissioni, Andy Pike, Cory Environmental, Hitachi, Centrali, Stabilimenti, Combustibile, Energia Rinnovabile, Carburante, Londra, Belvedere, Tamigi



LONDRA - Il 19 giugno scorso abbiamo visitato la centrale elettrica a base di rifiuti indifferenziati (Rsu) sita nel distretto londinese di Belvedere, sulla sponda Sud del fiume Tamigi.

Nel nostro servizio, realizzato con la collaborazione del filmmaker Marco Zappalà, abbiamo intervistato il direttore dell’impianto, Andy Pike, che ci ha fatto da guida all’interno della struttura, descrivendoci e spiegandoci le fasi più importanti del processo di trattamento dei rifiuti.

Per capire meglio di cosa stiamo parlando è certamente utile dare un’occhiata alla storia dell’impianto..
Oltre ad essere la terza e ultima centrale Rsu londinese in ordine cronologico, quella di Belvedere è anche la più giovane, produttiva ed efficiente. Meglio nota come “l’impianto sul lungofiume per il recupero delle risorse” (RRR, ossia Riverside Resource Recovery facility), la centrale è stata commissionata dall’inglese Cory Environmental (attuale gestore dell’impianto) e costruita dalla giapponese Hitachi Zosen Corporation.

Lo stabilimento, completato ed entrato in funzione nell’ottobre del 2011 dopo una storia più che travagliata e poco più di tre anni di lavori, è una delle strutture più grandi sulle sponde del Tamigi.
Commissionato negli anni novanta, il progetto era stato abbandonato per problemi tecnici riguardanti le sue dimensioni e il suo collegamento con la strada. Ripresentato nel 1999 all’Autorità per il commercio e l’industria (DTI, ossia Department of Trade and Industry), il piano ha trovato subito un gran numero di oppositori. Nel giugno 2006, dopo aver ordinato due ricerche effettuate rispettivamente nel 2003 e nel 2005, il DTI ha rilasciato l’autorizzazione ai lavori.

Ad opporsi all’impianto sono stati l’allora sindaco di Londra Ken Livingstone, il Concilio di Bexley e altri gruppi, le cui richieste sono state definitivamente rigettate dal giudice della corte suprema nel febbraio 2007.
Attraverso il trattamento termico di una media di circa 585 mila T di Rsu all’anno (T/a), questo megastabilimento – in grado di trattare fino a 670 mila T/a di rifiuti – consente l’allontanamento di poco più del 10 % dei rifiuti londinesi dalle discariche cittadine, la produzione di ca. 470.000 MWh di elettricità per circa 100.000 case e la considerevole riduzione del consumo dei ben più inquinanti e costosi combustibili fossili, altrimenti utilizzati per produrre la stessa quantità di energia prodotta a Belvedere.

Tra l’altro, la posizione strategica della centrale consente di trasportare l’85-90% dei materiali in entrata e in uscita sulle navi. In questo modo si evita la circolazione di circa 100.000 tir per le strade della capitale e si riducono consistentemente l’entità del traffico cittadino e le emissioni di CO² da esso derivate. È anche per questa ragione che entro il 2020 l’attività dell’impianto ridurrà del 35 % le emissioni di CO² .

La centrale è stata inaugurata ufficialmente dalla principessa Anne (secondogenita della regina Elizabeth II e del principe Philip), che ha dichiarato: “Questo progetto dimostra quanto è diventata moderna la gestione dei rifiuti, perché essi vengono visti come risorse per produrre elettiricità, il che consente un sensibile riuso delle risorse”.

Peter Gerstrom, amministratore delegato di Cory, ha commentato: “Sono contento che la principessa reale abbia riconosciuto l’importanza del nostro lavoro per ridurre l’impatto dei rifiuti londinesi sull’ambiente e il potenziale dei rifiuti per produrre energia rinnovabile”.

Dopo una chiaccherata informale con Mr. Pike, iniziamo la nostra visita alla centrale. “La peculiarità dell’impianto sul lungofiume – spiega il nostro intervistato – è che veniamo riforniti prevalentemente attraverso il fiume [...]. I rifiuti arrivano qui da quattro stazioni di trasferimento site al centro di Londra. [...] In queste stazioni l’immondizia viene compattata, messa in contenitori, e poi sulle nostre barche, che per arrivare qui impiegano circa tre ore di viaggio su per il fiume. Successivamente i rifiuti vengono scaricati sui nostri autocarri industriali e possono arrivare alla nostra sala per il deposito”.

L’impianto è stato concepito per durare 40 anni, ma alcuni pezzi dureranno meno e dovranno essere sostituiti quando necessario senza compromettere l’attività dell’impianto.
Per questa ragione la centrale ha il 100 % di ridondanza. Sono presenti, cioè, duplicati dei componenti critici del sistema in modo da aumentare l’affidabilità del sistema stesso.
Continua Mr. Pike: “Abbiamo due gru sul molo, ma ce ne serve solo una per trattare tutti i rifiuti all’interno dell’impianto, in modo che se ci dovesse mai essere un problema con la gru, possiamo andare avanti usando l’altra”.

 
Rifiuti e ceneri, com’è organizzato il servizio

I rifiuti vengono classificati attraverso i colori. Le casse gialle contengono i rifiuti indifferenziati prelevati dal centro; le casse blu, invece, le ceneri di fondo, portate dall'altra parte del fiume al vicino impianto di Tilbury Docks, a quasi 30 km ad est di Belvedere; infine, le casse grigie, contenenti gli Rsu provenienti dalle stazioni di trasferimento londinesi.
Ci sono, però, anche dei contro. Certe volte il processo di trasferimento dei rifiuti può essere soggetto a problemi di rallentamento. Nel momento in cui i rifiuti vengono prelevati dal centro di Londra, infatti, possono capitare fenomeni di alta marea tali da portare all'adozione di misure restrittive della viabilità fluviale atte ad evitare straripamenti e intralci. Nessun problema, però, quando i rifiuti vengono consegnati alla centrale di Belvedere, lontana dal centro e sita in una zona a traffico circoscritto dove non esiste alcun tipo di restrizione sulla viabilità.

Prima della visita della centrale avevamo inviato alcune domande a Mr. Pike, che ci ha risposto in maniera puntuale e dettagliata. Per ragioni di spazio saremo costretti a suddividere i contenuti dell''intervista in parti, che verranno pubblicate nelle prossime settimane insieme alle puntate della nostra nuova video-rubrica informativa settimanale sulla gestione dei rifiuti, in uscita ogni venerdì sul QdSTube e su www.qds.it a partire da oggi.

Per vedere la prima puntata della nostra video-rubrica sarà sufficiente scannerizzare il codice a barre che trovate in questa pagine con un qualsiasi dispositivo dotato di internet, una fotocamera e un app capace di leggere il codice a barre riportato (Barcode, Qr code o simili).
 


La realizzazione costata circa 620 milioni di euro

LONDRA - Tra le domande che abbiamo fatto al direttore della struttura, solo tre questioni sono rimaste senza una risposta, tutte inerenti i guadagni dell’azienda. Abbiamo chiesto quanto pagano le amministrazioni per la consegna di una tonnellata di Rsu all’impianto di Belvedere; a quanto ammontano attualmente gli introiti derivati dall’attività dell’impianto e a quanto ammonteranno dopo che le spese verranno ammortizzate. In tutti i casi la risposta è stata: “Commercialmente confidenziale”.
Per il resto, però, il direttore si è mostrato del tutto disponibile a rispondere a tutte le nostre domande.
Il progetto è stato finanziato dal governo? Se sì, con quanto?
“Con 570 mln di sterline (circa. 680.000.000 €) attraverso debito e partecipazione (debt and equity), e non con un’iniziativa di finanziamento del progetto per la costruzione di strutture pubbliche da parte di privati (private finance initiative)”.
Quanto è costata la costruzione dell’impianto?
“Circa 525 mln di £ (circa 620.000.000 €)”.
Quanti nuovi posti di lavoro ha creato la realizzazione dell’impianto (per la sua costruzione e i suoi impiegati)?
“Il numero totale di reclutamenti del sito durante la costruzione dello stabilimento è stato di ca. 5.600 unità, e sono state pagate circa 3,87 mln di ore di lavoro. Nell’impianto lavorano 65 persone”.
 
 
(25. Continua. Le precedenti puntate sono state pubblicate il 22 febbraio, l’1, 12, 15, 22, 29 marzo, il 5, 12, 19 aprile, 3, 10, 16, 24 maggio, il 7 giugno, il 5, 12, 19, 26 luglio, 2, 9, 23, 30 agosto e 6 e 13 settembre. La prossima pubblicazione è prevista venerdì 27 settembre).

Articolo pubblicato il 20 settembre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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La centrale Rsu di Belvedere
La centrale Rsu di Belvedere