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Palermo - Capitale europea della cultura. Mille idee per il riconoscimento
di Gaspare Ingargiola

Molti gli interventi previsti: dall’Ecomuseo del mare al recupero dei tanti complessi monumentali. Palermo presenta la candidatura ufficiale e stanzia 377 mln € per il progetto

Tags: Palermo, Cultura, Francesco Giambrone



PALERMO – Con l’invio al governo nazionale di un dossier di 80 pagine, fatte di numeri, mappe e grafici, Palermo si è ufficialmente candidata a Capitale europea della Cultura 2019, un riconoscimento che nelle previsioni dell’amministrazione comunale potrebbe far piovere sul capoluogo siciliano un investimento di oltre 377,61 milioni di euro. Il dossier racconta il sogno “non di un’amministrazione – ha detto l’assessore comunale alla Cultura, Francesco Giambrone –, perché la candidatura non è del sindaco o del sottoscritto, ma dell’intera città. Per uscire dalla crisi bisogna investire sulla cultura”.

La cifra di 377 milioni di euro, che Palazzo delle Aquile intende stanziare per rifare il look alla città creando infrastrutture o riqualificando i monumenti, sarà così ripartita: 81 milioni dai fondi della programmazione comunitaria 2007-2014, 21,1 dai privati, 89 dalla Cassa Mutui e Prestiti, 63,4 dalle azioni Pac, 14 dai fondi Jessica, 7,1 dal Cipe o altre categorie di finanziamento statale, 15,2 dalla Regione Siciliana, 17,5 dal Piano Città 2012 a valere sui fondi Por 2007-2013, 24 dal Piano Città 2013, 45 dal Comune.

Centro nevralgico di Palermo Capitale diventerebbero i nove porti distribuiti lungo l’arco costiero della città e coincidenti con altrettante borgate marinare. A ogni porto corrisponderebbe una porta: alla Bandita la Porta dei Diritti, a Sant’Erasmo la Porta delle Scienze, alla Cala la Porta della Memoria, all’Acquasanta la Porta del Novecento, all’Arenella la Porta degli Scambi e del Lavoro, a Vergine Maria la Porta del Paesaggio, all’Addaura la Porta della Cultura del Mare, a Mondello la Porta del Tempo libero, infine a Sferracavallo la Porta della Pesca. Nelle intenzioni del Comune è centrale la riqualificazione della Costa Sud, la cui opera più significativa sarà la Bid, Biblioteca internazionale dei diritti, posta alla Bandita (costo: 50 mln).

Connesso a quest’opera è il recupero dello stand Florio e del complesso del Solarium, una struttura pubblica per lo sport affacciata sul mare: l’insieme di queste opere darà origine al Parco dei diritti che nel 2019 ospiterà l’apposita Convenzione internazionale. Altre infrastrutture culturali nuove di zecca saranno l’Ecomuseo diffuso del mare, con le sue tre sedi presso l’ex Deposito Locomotive di S. Erasmo, l’Arsenale Borbonico e la tonnara Bordonaro, il Museo delle emigrazioni, presso gli ex depositi Tirrenia, e l’Urban center, che prenderà il posto del Mercato Ortofrutticolo e completerà il recupero del Parco del castello a mare e della Cala. Previsti inoltre il recupero e la riqualificazione di diversi complessi monumentali degradati attraverso la creazione di cinque poli culturali: il Polo della memoria, delle differenze e delle pluralità culturali, delle scienze, dell’innovazione e dell’Energia, del contemporaneo, il Polo congressuale e quello islamico con tanto di moschea.

Si punterà molto anche sul verde attraverso la creazione del Bosco urbano al Parco Cassarà, che sarà costituito da 10 mila piante di frassino e altri alberi mediterranei progressivamente messi a dimora entro la fine del 2015 e la costituzione di un unico itinerario di connessione fra lo stesso Cassarà, Parco d’Orléans e la Fossa della Garofala. Prevista inoltre una partnership pubblico/privato per promuovere il Parco Ciaculli nell’ambito del più ampio “progetto Conca d’Oro” che include anche il recupero architettonico del Castello di Maredolce.

Tra i desiderata dell’amministrazione diversi interventi di restauro: Palazzo Sammartino che ospiterà il Museo della città (10 mln), l’ex convento di San Francesco d’Assisi che sarà la sede del Centro delle culture del Mediterraneo (14.4 mln), l’ex Convento di San Basilio e il monastero delle suore Carmelitane Scalze (detto delle Artigianelle), che diventeranno rispettivamente la nuova Casa delle culture e l’Accademia internazionale della Cucina del Mediterraneo, il wi-fi nel centro storico (6 milioni).

Articolo pubblicato il 04 ottobre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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