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Trise, ennesimo balzello da 345 euro a famiglia
di Redazione

Legge di stabilità da 11,5 mld € ed effetti fiscali. Sindacati: proteste molto forti

Tags: Trise, Service Tax, Tasse, Susanna Camusso, Luigi Angeletti, Legge Di Stabilità



ROMA - Le ricadute della Trise (la nuova “Tassa rifiuti e servizi”) per una famiglia di 3 persone, che vive in un appartamento di 100 metri quadri in un'area urbana, saranno pari a 229 euro per i rifiuti urbani (Tari) e a 116 euro per i servizi indivisibili (Tasi), per un totale di 345 euro annui a famiglia. È la stima dell'Osservatorio Nazionale Federconsumatori, secondo cui il nuovo tributo è “inaccettabile”. “Mentre infatti prima diverse famiglie, grazie alle detrazioni sulla prima casa, non pagavano l'Imu - sottolinea l'associazione dei consumatori - ora tutti pagheranno la nuova Trise. Persino gli inquilini, esenti dal pagamento Imu, dovranno versare la Tari e quota della Tasi”.

Sono le prime reazioni dopo l’approvazione della Legge di Stabilità, una manovra da 11,5 mld € che non tocca la sanità, e che secondo il premier Letta addolcirebbe le tasse sul lavoro, in particolare con la riduzione del cuneo fiscale con 5,6 miliardi in dote alle imprese e 5 miliardi (in tre anni) per alleggerire il peso del fisco sui lavoratori.
 
“Per la prima volta - scandisce il premier - non comincia con una sforbiciata di tagli e di nuove tasse che servono per Bruxelles”. È finito, dicono all'unisono il Presidente del Consiglio e il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni scesi in conferenza stampa durante una pausa dei lavori del Cdm per illustrare il pacchetto di misure, il tempo delle “mannaie” e ora l'Italia può tornare a crescere: i conti pubblici sono infatti in ordine, è l'assicurazione che viene ribadita, a tal punto che il prossimo anno il deficit scenderà al 2,5% e la pressione fiscale scenderà di un punto in tre anni arrivando al 43,3%.

Critiche dai rappresentanti dei lavoratori. Il più esplicito è Luigi Angeletti: la Uil, dice, è “certamente pronta” a proteste “molto forti” ed anche allo sciopero contro le misure della legge di stabilità che riguardano il pubblico impiego: dal blocco dei contratti a quello del turn over, dal taglio degli straordinari alle misure sulla liquidazione.

Più cauta la Cgil con il segretario generale, Susanna Camusso: “Bisogna cambiare la legge di stabilità e decideremo tutte le cose utili per questo fine. Sono sempre poco affascinata dai dibattiti di chi prima decide quali modalità e poi i perché”, ha detto rispondendo a chi gli chiedeva se anche per la Cgil fosse necessario uno sciopero come evocato da altre organizzazioni.


Quasi un decimo delle famiglie non riesce a coprire le spese

Roma - Sono 4,7 milioni le famiglie italiane che negli ultimi mesi non sono riuscite a coprire le spese con le entrate mensili. È quanto emerge dall'Osservatorio Censis-Confcommercio sul clima di fiducia e aspettative delle famiglie italiane nel secondo semestre 2013.
All'inizio di ottobre sono quasi il 19%, contro l'11,3% di marzo 2012, le famiglie che non riescono a far fronte alle spese, mentre quasi il 50% prevede di tagliare i consumi per affrontare la crisi.
Dalla ricerca emerge poi che 17 milioni di famiglie su 25 hanno abbassato il proprio tenore di vita; una famiglia su 4 ha difficoltà a pagare le tasse e i tributi; oltre il 72% ad affrontare spese e imprevisti.
Per coprire le spese sono quasi raddoppiate le famiglie che si sono rivolte alle banche per un prestito (l'11,5% contro il 6% di marzo scorso), mentre oltre il 30% ha dovuto posticipare alcuni pagamenti. Dall'indagine emerge poi che il 4,8% delle famiglie italiane ha venduto un immobile per avere soldi liquidi.

Articolo pubblicato il 17 ottobre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Enrico Letta
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