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Agrigento - Settore edile sempre più in crisi a Porto Empedocle
di Calogero Conigliaro

Dati ancor più allarmanti sono quelli relativi ai salari: si passa da 32 mln 800 mila € a 17 mln 500 mila euro. I lavoratori attivi sono drasticamente scesi da 6.817 nel 2012 a 5.035 nel 2013

Tags: Porto Empedocle, Edilizia, Crisi



PORTO EMPEDOCLE (AG) – Dalla cassa edile di Agrigento le notizie che riguardano i dati dell’edilizia sulla provincia sono tutt’altro che rassicuranti. La crisi non conosce né limiti né soste, il raddoppio della Strada statale 640, l’unica opera pubblica realizzata in questi anni, è quasi terminato, mentre serie preoccupazioni arrivano per i lavori del rigassificatore di Porto Empedocle, dopo il sequestro del cantiere per i lavori propedeutici a seguito di una inchiesta della Dda di Palermo.
 
“La situazione è sempre più critica – ha commentato Carmelo Cipolla sindacalista della Cgil e vicepresidente della Cassa edile – mentre purtroppo i dati continuano a peggiorare. Il segnale che arriva dalla massa salari registra perdite drammatiche, come per nulla positivi sono i dati che riguardano la perdita di posti di lavoro rispetto il già difficile 2012. Ormai i lavori nel settore privato hanno persino superato, anzi raddoppiato, quelli del settore pubblico. É ovvio che serve un forte intervento politico che faccia partire nuove opere pubbliche e semplifichi la burocrazia”.

Ed effettivamente i dati forniti danno un quadro poco allegro, i lavoratori attivi al primo ottobre sono passati dai 6.817 del 2012 ai 5.035 del 2013 con la perdita di 1.782 posti con un netto -26%. Ma i dati ancor più preoccupanti riguardano la massa salariale incassata che è passata dal 1° ottobre 2012 con i suoi 32.800.000 euro circa, a quella del 1° ottobre 2013 con 17.500.000 circa, con una perdita di ben 15.300.000 di euro circa. Cifre che se confermate a fine anno daranno il quadro completo di una crisi che nel settore non ha precedenti, mentre le famiglie dei lavoratori edili rischiano di restare senza nessun ammortizzatore sociale che possa permettere di andare avanti. Nei patronati si respira sempre di più il momento difficile, con la notizia della ripresa dell’immigrazione verso paesi stranieri come non accadeva più da decenni. Purtroppo altre grandi opere pubbliche, come il raddoppio della strada statale 189 Agrigento Palermo, è soltanto in fase di progettazione, mentre l’autostrada Trapani Gela resta fino ad ora un’utopia irrealizzabile come lo stesso tanto discusso aeroporto.


La fuga verso i Paesi esteri è diventata per molti l’unica soluzione

PORTO EMPEDOCLE (AG) – Una crisi economica così non si ricorda da decenni, tanto che ormai la fuga verso i Paesei esteri è diventata normalità. Germania, ma anche Belgio e Francia sono le mete più ambite dei nostrani disperati che ritornano sulle orme della storica emigrazione. Con settori come quelli della metalmeccanica e dell’edilizia in ginocchio è l’unica possibilità che se va bene può riuscire. A partire spesso è gente così povera che usa come mezzo di trasporto, non il comodo aereo, ma l’autobus che conclude il tragitto dopo più di 30 ore. “Ci sono molti casi di gente costretta a emigrare per povertà reale – spiega Aldo Sessa della Cisl Fim – la crisi di interi settori produttivi ha messo la gente con le spalle a muro. Mentre conosco diverse persone che riescono ad andare avanti solo col con l’aiuto dei genitori pensionati”. Una realtà molto triste che si spera presto possa cambiare in modo da evitare un’emergenza sociale ancora peggiore.

Articolo pubblicato il 26 ottobre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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