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Catania - Ancora disagi al Tondo Gioeni con i sottoservizi “a sorpresa”
di Melania Tanteri

Nonostante i rimedi per la viabilità predisposti dal Comune, non sono mancate le polemiche in Consiglio. Impianti non mappati per intero, circonvallazione chiusa per spostare i tubi del gas

Tags: Catania, Viabilità, Traffico, Tondo Gioeni, Luigi Bosco, Enzo Bianco



CATANIA - Dovrebbe tornare tutto alla normalità, o quasi, entro Natale, ma continuano gli intoppi nel cantiere Gioeni. Dopo gli atti vandalici subiti dalla ditta, la Tosa appalti che, fortunatamente, non hanno dilatato troppo i tempi di esecuzione, sono i sottoservizi a portare a qualche rallentamento nell'operazione di realizzazione della mega rotonda che dovrebbe sostituire il cavalcavia, abbattuto ad agosto.

In particolare quelli dell'Asec, l'azienda che eroga il gas, che per essere spostati hanno costretto alla chiusura totale della circonvallazione nella giornata di domenica e a quella parziale dell'importante arteria cittadina, fino al prossimo 3 novembre. La carreggiata Nord, direzione Misterbianco, sarà infatti interdetta al traffico, nella parte che va da via Grassi a via del Bosco, per sette giorni.

L'amministrazione, in particolare l'Ufficio Traffico Urbano, hanno studiato un percorso alternativo che, con l'indispensabile ausilio dei Vigili urbani, dovrebbe limitare i disagi alla circolazione, ma c'è chi torna alla carica contro l'intera operazione Gioeni, considerata non indispensabile.

In particolare, a continuare a chiedere spiegazioni non solo all'assessore ai Lavori pubblici, Luigi Bosco, ma direttamente al primo cittadino, Enzo Bianco, sono i rappresentanti delle opposizioni in Consiglio comunale che non sono rimasti affatto soddisfatti di quanto affermato loro proprio da Bosco in occasione della seduta straordinaria della settimana scorsa, chiesta dai gruppi di minoranza per discutere della situazione relativa al Nodo Gioeni. Il capogruppo del Pdl, Manlio Messina, che ha introdotto i lavori della seduta, ha infatti evidenziato l'assenza di progettazione, non solo in relazione all'eventuale necessità d realizzare un sottopasso tra la via Grassi e la via Caronda, per fluidificare il traffico che, senza ponte, si immetterà tutto sulla circonvallazione, contribuendo a intasarla, ma anche relativamente ai sottoservizi.

“La necessità di chiudere per una settimana la corsia nord della circonvallazione – ha affermato Messina - dimostra che, se i fosse mappato il sottosuolo prima di procedere alla demolizione del ponte, si sarebbero evitati questi nuovi disagi. Invece questa è la prova provata – ha aggiunto - che l'amministrazione non conosceva la collocazione dei sottoservizi”.

A Messina ha risposto l'assessore Bosco che, però, dopo aver letto una relazione per spiegare il motivo per cui bisognava abbattere il ponte - l'assessore ha infatti spiegato come la sistemazione del cavalcavia sarebbe costata, come risulta da una delibera della giunta Stancanelli, oltre due milioni di euro più i soldi per abbassare la sede stradale di circa un metro e avrebbe provocato la chiusura della circonvallazione per mesi e mesi – e specificato come sui sottoservizi il progetto dell’abbattimento era stato predisposto dalla giunta Scapagnini e che, quindi, risaliva al 2005, non ha avuto modo di affrontare gli altri quesiti posti dall'opposizione, per via della protesta di alcuni ex lavoratori della Multiservizi che hanno costretto a interrompere la seduta.
Insomma, per conoscere i tempi di realizzazione della mega-rotatoria e quindi di normalizzazione del traffico bisognerà aspettare ancora un po’ anche se l’amministrazione ha annunciato la disponibilità a fornire ulteriori chiarimenti sui quesiti emersi nel corso del dibattito.

Articolo pubblicato il 29 ottobre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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