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Palermo - Benvenuti in zona Medaglie d’oro dove l’abusivismo è ormai di casa
di Claudio Di Gesù

Residenti della zona omertosi e intimoriti, anche per la totale assenza di controlli da parte dei vigili. Anarchia totale: anche un recinto con galline e anatre alle spalle di una scuola

Tags: Palermo, Abusivismo



PALERMO - È comunemente definita l’arte di arrangiarsi, ma rappresenta spesso l’arroganza di chi sa che può fare quello che vuole, tanto non accade nulla perché di controlli non ce ne sono. Per capire ciò di cui stiamo parlando basta recarsi in via Vincenzo Barone, nel quartiere Medaglie d’oro, esattamente alle spalle dell’Istituto comprensivo Raffaello Sanzio: lì un pezzo di marciapiede è stato recintato da ignoti, che vi hanno collocato galline ruspanti, anatre e una capretta.

Forse la vicinanza della scuola e la conseguente possibilità di utilizzo come fattoria didattica ha ispirato questi cittadini occupatori di suolo pubblico? Oppure sono queste le “classi pollaio” di cui ultimamente si è sentito tanto parlare… Al di la delle battute, le immagini documentano il solito sfregio perpetrato da alcuni cittadini nei confronti di un quartiere, Medaglie d’oro, tra i più trascurati dal punto di vista dei controlli e della pulizia del territorio. Basti pensare alla villa pubblica di via Verdinois, attesa da più di vent’anni e oggi costituita soltanto da qualche albero piantumato qua e là.

Tornando al recinto – e più in generale alla decisione, impunita, di chiudere un pezzo di marciapiede pubblico e farlo diventare una piccola proprietà privata – esso rappresenta ciò che parte della città continua ancora a giustificare. Nel nome di un accomodamento alla vita che non porta da nessuna parte, si tollera l’imposizione del bulletto di turno ma, ancora peggio, si riscontra la totale assenza delle autorità competenti (in particolare la Polizia municipale), che non fanno nulla per rimettere a posto le cose.

Alcuni passanti e abitanti della zona sono stati richiamati dalla curiosità di sapere perché stavamo scattando le fotografie e qualcuno, timidamente, quasi di nascosto, ha ammesso di non voler esprimere apertamente il proprio dissenso contro i “proprietari” del recinto, persone residenti in zona che hanno fatto intendere di non temere nessuna censura.

Anche questa è Palermo, la città candidata a diventare Capitale europea della cultura. Ma quella appena descritta è una cultura sbagliata, quella del silenzio e dell’omertà, che la città non ha alcun bisogno di esportare. E per uscire fuori da tutto ciò serve per prima cosa la vicinanza delle istituzioni, a partire dagli agenti della Polizia municipale, che devono presidiare il territorio facendo sentire i cittadini tutelati.

Per chiudere, segnaliamo anche un'altra anomalia presente in zona, più esattamente in via Raiti, dove è presente una strana costruzione di legno. Un altro mini allevamento o un chioschetto abusivo per la vendita di cibo di strada? Staremo a vedere. Di sicuro è l’ennesima beffa alle regole e alla legalità.

Articolo pubblicato il 05 novembre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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