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Ancora lÂ’ipotesi grazia per salvare Berlusconi
di Redazione

Il Cavaliere ci ritenta nell’ultimo libro di Vespa: “Napolitano è in tempo”

Tags: Berlusconi, Giorgio Napolitano



ROMA - L’ipotesi della grazia per il Cavaliere continua tra fiumi di inchiostro. E non è un modo di dire. Silvio Berlusconi ritiene che il capo dello Stato sia ancora in tempo per concedergli la grazia di sua iniziativa. Il presidente di Forza Italia lo dice a Bruno Vespa per il libro “Sale, zucchero e caffè. L’Italia che ho vissuto da nonna Aida alla Terza Repubblica”. Lo ha riferito un comunicato. “Mi dicono che per avere la grazia bisogna aver iniziato a scontare la pena. Dunque, sarebbe ancora in tempo”, ha spiegato.

Vespa scrive che non è stata presentata finora alcuna domanda da parte di Berlusconi, della sua famiglia e dei suoi avvocati. Napolitano, sempre a quanto riferito dal giornalista, ricevette riservatamente il 9 agosto Gianni Letta e Franco Coppi, difensore del Cavaliere, per un sondaggio discreto sulla possibilità della grazia.

Essi interpretarono positivamente in questo senso un passaggio del messaggio di Napolitano del 13 agosto. Poi, scrive Vespa, il capo dello Stato si sarebbe irrigidito per le dimissioni in massa dei parlamentari di Forza Italia (poi revocate) e da allora non si è più parlato di grazia.

Intanto proprio ieri la conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama ha deciso oggi a maggioranza che l'aula voterà sulla decadenza di Silvio Berlusconi da senatore il prossimo 27 novembre, anche se il Pdl frappone un'ultima linea di resistenza per impedire che il suo leader perda l'immunità parlamentare. Lo ha detto il capogruppo del Pd Luigi Zanda al termine della riunione.

“Il voto sarà il 27 novembre a scrutinio palese dopo la legge di Stabilità", ha detto Zanda. La prima lettura della legge di Stabilità dovrebbe concludersi in Senato entro il 22 novembre.

Contro questa tempistica si sono schierati Sel e M5s, che chiedevano invece di anticipare alla prossima settimana il voto per far decadere Berlusconi dal Senato, dopo la sua condanna per frode fiscale il primo agosto scorso da parte della Cassazione nel processo Mediaset.Poiché non è stata raggiunta l'unanimità dei gruppi, il calendario dovrà essere confermato con un voto dell'aula.

Nei giorni scorsi è stata sollevata la questione se il voto in aula dovrà essere segreto o palese. Su questo si è espressa la giunta per il Regolamento decidendo che il voto sia palese in quanto questione che attiene problemi connessi al plenum di palazzo Madama e non una questione personale; in questo secondo caso avrebbe prevalso il criterio del voto segreto, come previsto dal regolamento.

Articolo pubblicato il 06 novembre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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