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Quotidiano di Sicilia

Palermo - Caos Aps: sindaci impreparati e case con i rubinetti a secco
di Luca Mangogna

Blocco totale della manutenzione degli impianti, con inevitabili ripercussioni e disagi in tutta la provincia. Le amministrazioni dei 52 Comuni interessati cercano di correre ai ripari

Tags: Palermo, Vincenzo Lo Meo



PALERMO - Nonostante il fallimento di Acque potabili siciliane fosse annunciato (al di là di qualche benevolo proclama) adesso le varie amministrazioni comunali della provincia cercano di correre ai ripari per evitare il perdurare (o il peggiorare) dell’emergenza nel servizio di fornitura idrica.

Il collasso economico della Spa, che ha in gestione il servizio in 52 degli 81 comuni del palermitano, ha di fatto mandato nel panico almeno il 90 per cento dei sindaci, che non dispongono delle risorse economiche, di mezzi e di personale per far fronte all’emergenza e tamponare i disagi, inevitabili, che il fallimento di Aps ha recato e recherà alla cittadinanza.

In prima linea, per cercare di trovare una soluzione, c’è il sindaco di Bagheria Vincenzo Lo Meo, che proprio per dare risposte sull’argomento si è recato negli uffici dell’assessorato regionale per l’Energia e i Servizi di pubblica utilità.

“A causa del fallimento – ha detto il primo cittadino bagherese – si registra un blocco di tutti gli interventi di manutenzione del sistema idrico e ciò provoca la mancanza d’acqua in alcune zone della città quali via Roccaforte, via Carà, via Salernitano. Tutto ciò è indipendente dalla volontà dell’amministrazione comunale, che si sente inerme davanti a tale situazione e non può intervenire per risolvere il problema causato ai cittadini”.

Secondo il primo cittadino di Bagheria, inoltre, la situazione sarebbe aggravata dal fatto che molte delle amministrazioni comunali della provincia, fra cui appunto quella di Bagheria, non hanno la minima conoscenza della mappa idrica delle proprie città, né tantomeno i mezzi economici per risolvere la questione, visto che in bilancio non sono previste stanziamenti per il servizio.

“Si auspicano tempi brevi – ha proseguito Lo Meo - per la riconsegna degli impianti, perché al momento non possiamo intervenire adeguatamente”.

Dopo la riunione in assessorato, intanto, svoltasi alla presenza, tra gli altri, dei commissari liquidatori di Aps, Lo Meo ha lasciato intendere che la situazione è in totale divenire e si aspetta un intervento dai piani alti della politica regionale per poter sbloccare l’impasse.

“Una fase di interlocuzione forte con la Regione – ha concluso il sindaco bagherese - con cui dovremmo trovare soluzioni per la questione. Certamente è uno scenario negativo, in cui vanno comprese la difficile situazione dei lavoratori Aps e gli inevitabili disservizi che registriamo al momento”.
 


Gestione comunale. Il caso di Altavilla Milicia

ALTAVILLA MILICIA (PA) – Dei 52 Comuni ex-Eas che usufruivano dei servizi di Aps, solo dieci hanno manifestato disponibilità a gestire il servizio idrico integrato in maniera autonoma. Fra le mosche bianche vi è, per esempio, il sindaco di Altavilla Milicia Nino Parisi, il quale già in tempi non sospetti, il 28 ottobre scorso, paventando il prossimo, scontato, fallimento di Aps aveva annunciato l’intenzione di passare alla gestione diretta.
“Ritengo importante - ha detto Parisi - il ritorno alla gestione in proprio del servizio idrico da parte del Comune di Altavilla Milicia, al fine di creare le condizioni per un ritorno a una gestione più efficiente e competitiva sul piano dei costi, che i cittadini sono chiamati a sostenere per la fruizione del servizio. Si darebbe così alla volontà dei cittadini che, nell'apposito referendum hanno dimostrato una netta preferenza a favore della gestione pubblica delle risorse idriche”.

Articolo pubblicato il 13 novembre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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