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Tra poveri e disoccupati, l'Italia preoccupa l'Ue
di Redazione

Il presidente Barroso: “Occorre andare avanti con le riforme strutturali”

Tags: Economia, Unione Europea, José Manuel Barroso



Bruxelles - La Commissione Ue ribadisce il suo allarme sull'elevato debito e l'aumento della disoccupazione in Italia. Su quest'ultimo aspetto, in particolare, il rapporto sugli squilibri macroeconomici presentato oggi dalla Commissione europea, evidenzia gli elevati livelli della disoccupazione giovanile e l'aumento “marcato” di povertà ed esclusione sociale. Gli squilibri macroeconomici italiani, ricorda la Commissione, erano già stati evidenziati lo scorso aprile, assieme alla “necessità di adottare azioni politiche decisive”.

Secondo il rapporto attuale, “sul fronte interno, l'alto livello del debito pubblico resta una vulnerabilità significativa per il Paese”. Ancora, “ottenere e mantenere un surplus primario elevato rimane essenziale per portare il debito sulla via della riduzione”.
Presentando il rapporto a Bruxelles, il presidente della Commissione Ue, José Manuel Barroso, ha però sottolineato che l'instabilità politica “non ha messo a rischio i progressi compiuti” in Italia. “Ora - ha aggiunto - occorre andare avanti con le riforme strutturali”. Se i mercati finanziari internazionali hanno “una chiara percezione delle riforme in corso”, ha aggiunto, l'Italia sarà “immediatamente ripagata” dagli stessi mercati in termini di abbassamento degli spread.

Per Barroso questo è particolarmente importante perché l'Italia “è un'economia leader non solo dell'Eurozona ma del mondo”. Il rapporto presentato mette sotto la lente 16 Paesi europei che, a giudizio dela Commissione, presentano squilibri macroeconomici: fra questi, per la prima volta, anche la Germania, “colpevole” di avere un'eccedenza delle partite correnti della bilancia commerciali superiore ai limiti previsti dal patto di stabilita' e crescita.

A tal proposito la Commissione Ue ha deciso di avviare un’“analisi approfondita sull'elevata eccedenza di bilancio” della Germania, indagine finalizzata a capire se Berlino può fare di più per contribuire al riequilibrio dell'economia europea.
La Germania, ha precisato Barroso, “dovrebbe aprire il settore de servizi” alla concorrenza: “sarebbe equo e un bene sia per i tedeschi che per l'economia europea”.

Barroso e Rehn hanno comunque tenuto a sottolineare che la Germania è uno dei principali “motori dell'economia europea” e che “non si sta criticando la sua competitività”, che dovrebbe essere un esempio per tutti gli altri Paesi. Il surplus commerciale della Germania “può mettere pressione sull'apprezzamento dell'euro e rendere difficile il recupero della competitività dei Paesi periferici dell'Eurozona”, scrive la Commissione europea.

Per tutti i 16 paesi, scatta così un “esame approfondito” della situazione, i cui esiti si conosceranno la primavera prossima.

Articolo pubblicato il 14 novembre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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