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Dalle aviosuperfici una spinta al turismo
di Vanessa Paradiso

Il neo assessore al Turismo Strano conferma i suoi propositi per rendere appetibile la Sicilia per turisti e viaggiatori. Il più recente finanziamento ottenuto dalla Sicilia per gli aeroporti è stato di 6,8 mln per Comiso

Tags: Aeroporto, Trasporti, Nino Strano, Turismo, Comiso



PALERMO - Ancora una volta si torna a parlare di eliporti ed aviosuperfici. Il neo assessore al Turismo Strano conferma i nuovi propositi per rendere appetibile la Sicilia per turisti e viaggiatori attraverso anche la realizzazione di altre aviosuperfici a Taormina-Trappitello, a Sciacca, a Castelbuono, a Cefalù e  alle Eolie per accrescere il turismo d’élite consentendo a piccoli aerei di nove-dodici posti di atterrare.

Il più recente finanziamento ottenuto dalla Sicilia nel quadro del potenziamento degli scali aerei è stato di ben 6 milioni e 850 mila euro per l’aeroporto di Comiso. Si faceva notare allora, che gli stanziamenti assegnati a Comiso e che erano immediatamente disponibili rappresentavano il 10% del totale degli stanziamenti destinati agli aeroporti siciliani e dovevano servire all’ampliamento dell’area di sosta degli aeromobili, la costruzione della nuova caserma dei Vigili del Fuoco e la creazione di una piazzola per il decollo e l’atterraggio degli elicotteri, nonché la realizzazione della strada perimetrale e delle opere di contenimento delle acque meteoriche.

Ancora oggi l’aeroporto è chiuso e non è nemmeno in funzione la tanto facile messa in opera dell’aviosuperficie per gli elicotteri. Per non parlare poi della non grande fortuna avuta dall’eliporto “La Pira” di Pozzallo, struttura realizzata dal Consorzio Asi di Ragusa che doveva assicurare all’area industriale di Pozzallo e al porto una grossa opportunità, nonché di servizio ai turisti per l’atterraggio di velivoli da turismo. La verità è che la Sicilia non è competitiva sul mercato nazionale ed internazionale. Basti pensare alla crescente diminuzione dei turisti stranieri, soprattutto russi, ma anche tedeschi, inglesi e francesi. La mancata presenza dei russi è testimoniato dal fatto che il 70% dei voli con la Sicilia è stato annullato. Ci sono compagnie aeree che avevano una dozzina di operativi in Fontanarossa ed oggi ne hanno 405. “Noi non siamo- ha detto Antonio Belcuore, direttore dei servizi turistici del comprensorio di Taormina- né Rimini, né Torino dove in un paio di ore si arriva in macchina, per arrivare in Sicilia ci vuole l’aereo”.

Una funzione determinante la gioca l’aeroporto di Fontanarossa che insieme a Comiso può costituire il sistema aeroportuale più importante del Mediterraneo. è necessario intanto creare un sistema aeroportuale più funzionale dove i manager della Sac devono svolgere una funzione promozionale e agevolare quelle compagnie che portano più turisti. Bisogna risolvere il nodo infrastrutture e far in modo che si possa creare un calendario di manifestazioni coordinate per tutta la Sicilia, dove il turista non si trovi a scegliere nello stesso giorno tra la lirica, le tragedie a Siracusa e poi Etna fest o la sagra del pesce a Pozzallo.
 

 
Si valuta la possibilità di aprire un eliporto ad Agrigento
 
PALERMO - Il presidente dell’Enac, Vito Riggio, ha confermato che nei prossimi giorni invierà una commissione tecnica a visitare alcuni siti in provincia di Agrigento che potrebbero essere adatti ad ospitare la realizzazione di un eliporto e un’aviosuperficie. Riggio sottolinea che “qualora venisse individuato il sito adatto e fossero reperiti i fondi necessari per la realizzazione dell’eliporto e dell’aviosuperficie, si potrà avviare un’opera importante per i collegamenti regionali ed interregionali della Regione Siciliana, con la possibilità di eventuali sviluppi futuri”. Ad oggi, le aviosuperfici presenti in Sicilia sono già sedici (Gela, Caltanissetta, Canicattini Bagni, Salemi, Calatabiano, Ragusa, Maletto, Modica, Caltagirone, Caronia, Paternò, Ramacca, Siracusa, Comiso, Menfi, Fiumefreddo di Sicilia) e non è che abbiano dato una forte spinta al turismo. Sono aree non ufficialmente registrate dagli enti statali su cui è possibile atterrare, perché il proprietario lo consente. Per quanto riguarda gli eliporti (utilizzabili per l’atterraggio solo dagli elicotteri), è bene evidenziare che potrebbero rappresentare una scommessa vincente per la Sicilia, dove sono presenti solo 0,9 elisuperfici per 100 mila abitanti. Indubbiamente, rappresentano mezzi di trasporto più celeri, ma da soli non bastano. Occorrono interventi coordinati per un serio sviluppo dell’economia del turismo.

Articolo pubblicato il 15 settembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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