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Quotidiano di Sicilia

Startup, due ragazze siciliane sul tetto del mondo
di Redazione

Orange fiber tra le cinque aziende più innovative del mondo. La startup punta a trasformare gli scarti e i sottoprodotti dell'industria agrumicola in un tessuto sostenibile e vitaminico. All'interno link all'intervista esclusiva rilasciata al QdS il 17 maggio 2013.

Tags: Startup, Orange Fiber, Innovazione, Copenaghen, Makers, Giovani



PALERMO - Due ragazze siciliane hanno conquistato il podio del campionato mondiale 2013 delle industrie creative, che si è svolto, dal 18 al 21 novembre a Copenaghen. I finalisti, rappresentanti più di 40 paesi, dall'Austria all'Arabia Saudita, si sono contesi il titolo di migliore azienda creativa al mondo. Ogni paese in gara infatti, attraverso una competizione nazionale, ha selezionato la migliore idea imprenditoriale e l'ha accompagnata a concorrere nella finale mondiale.
 
Le 16 startup semifinaliste hanno presentato i loro progetti durante la Global Award Ceremony il 20 novembre, alla presenza del Principe di Danimarca, Joachim. Ad aggiudicarsi il primo posto è stato Teddy the Bear dalla Croazia, l'orsacchiotto di peluche altamente tecnologico che permette di monitorare lo stato di salute dei bambini grazie a sofisticati sensori al suo interno.
Il secondo posto è andato alla Germania con Kinematics, una startup tedesca per la creazione di robot modulari. Tra le cinque finaliste “mondiali”, l'impresa che ha rappresentato a Copenaghen l'innovazione italiana, Orange Fiber, la startup siciliana di Adriana Santanocito ed Enrica Arena che trasforma gli scarti e i sottoprodotti dell'industria agrumicola in un tessuto sostenibile e vitaminico.
 
Il Quotidiano di Sicilia ha intervistato le due ragazze di Orange fiber già lo scorso 17 maggio 2013. Avevamo chiesto direttamente a loro in cosa consistesse il loro progetto: “Orange Fiber è un progetto che mira a sviluppare tessuti partendo da scarti o da sottoprodotti dell’industria agrumicola. Li realizziamo attraverso l’estrazione della cellulosa, atta alla filatura, da tali scarti. Va aggiunto che tramite le nanotecnologie riusciamo ad arricchire questo tessuto con delle microcapsule che contengono oli essenziali di agrumi. Quest’ultimi permettono così di avere un capo che è bello, ma al tempo stesso funzionale al benessere del consumatore”.
 
Per leggere l’intervista completa basta cliccare qui.

Articolo pubblicato il 22 novembre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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