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Regione, ddl di stabilità con 1,5 mld di euro di tagli
di Raffaella Pessina

L’assessore Bianchi: “L’obiettivo è ampliare i soggetti beneficiari”. La manovra ridurrebbe dell’11% i 13 mld di fondi regionali

Tags: Ars, Legge Di Stabilità, Luca Bianchi, Baldo Gucciardi



PALERMO - La Giunta regionale ha approvato la legge di stabilità regionale, all’interno della quale sono previsti i tagli alla spesa per 350 milioni di euro, il reddito minimo garantito e l’estensione alle coppie di fatto per le forme di sostegno sociale. Il reddito minimo per ottenere il sostegno è di quattrocento euro al mese per le famiglie che di fatto vivono sotto la soglia di povertà. Tale misura viene quindi estesa alle coppie di fatto iscritte nei registi comunali delle unioni civili, così come il resto dei provvedimenti a favore delle famiglie (dal bonus bebè agli aiuti per le giovani coppie che intendano acquistare o ristrutturare abitazioni).
 
Tali  misure saranno finanziate in parte  con i risparmi derivanti dai tagli alle partecipate e dai minori trasferimenti all’Assemblea regionale. Adesso i documenti finanziari verranno trasmessi all’Ars per l’esame delle commissioni di merito e il successivo voto d’Aula. I tempi per portare a termine questo compito sono molto stretti perchè i documenti contabili si devono approvare entro la fine dell’anno, altrimenti la Regione dovrà ricorrere all’esercizio provvisorio.
 
Sulla finanziaria regionale l’assessore all’economia Luca Bianchi ha detto che essa “garantisce un percorso di risanamento e nello stesso tempo rispetta l’obiettivo di garantire le disponibilita’ finanziarie per la stabilizzazione dei precari”. “L’obiettivo - ha aggiunto Bianchi - è tagliare le spese, ma ampliare la quantità di soggetti beneficiari”. La riduzione complessiva della manovra è dell’11 per cento circa rispetto allo scorso anno applicata sui fondi regionali che nella precedente finanziaria ammontavano a 13 miliardi di euro. Positivo il commento di Nino Oddo del Megafono: “E’ un elemento di grande soddisfazione apprendere che nella finanziaria regionale, il governo Crocetta abbia inserito il quadro normativo di un mio ddl sul reddito minimo e sugli aiuti alle coppie di fatto. Si tratta di un’innovazione legislativa che non ha pari nel resto d’Italia. Con queste norme otterremo anche un maggiore controllo sugli assetti familiari, demandato ai Comuni, e quindi anche la riduzione del lavoro nero".

Baldo Gucciardi, capogruppo del Pd all’Ars sollecita la approvazione dei documenti finanziari: "Adesso abbiamo un testo sul quale lavorare, l’Ars deve fare il massimo per approvare la manovra economica entro la fine dell’anno: sarebbe un risultato importantissimo, un ulteriore tassello nel percorso di ‘messa in sicurezza’ dei conti della Regione che stiamo portando avanti con coerenza e competenza, per adottare quelle misure anticicliche necessarie a combattere la recessione e favorire lavoro, sviluppo ed occupazione ".

A margine della riunione di giunta per la approvazione della legge di stabilità regionale si registra una polemica nata tra il presidente Crocetta e il segretario regionale dell’Udc Giovanni Pistorio. Quest’ultimo avrebbe affermato che l’Udc non ha partecipato alla discussione sul bilancio. Immediata la risposta di Crocetta: “Ci siamo riuniti venerdi’ scorso e abbiamo parlato di precari e della maggioranza, ma Pistorio aveva da fare ed è andato via. Mi pare che all’ Udc non piace mai nulla”. “Ci sono persone che  per loro natura  - ha concluso Crocetta - sono infelici e problema della felicità non può essere risolto dal governo”.

Intanto oggi pomeriggio riprendono i lavori d’Aula dopo il fine settimana dedicato politicamente alle primarie del Pd, vinte dal Sindaco di Firenze Matteo Renzi. La vittoria di Renzi  potrebbe adesso determinare una corsia preferenziale all’interno del partito per  coloro che in Sicilia lo hanno sostenuto. E così Davide Faraone potrebbe avere una marcia in più per la prossima elezione a segretario regionale del partito, carica per ora ricoperta da Giuseppe Lupo. In Sicilia i sostenitori di Renzi hanno di fatto raggiunto la percentuale del 60%, 10 punti in meno rispetto al dato nazionale.  In caso di rimpasto di giunta, il Partito democratico non potrà non tenere conto di tale risultato. Pino Apprendi, esponente del Pd dell’area Letta ha dichiarato: “Adesso aspettiamo segnali di cambiamento radicali”.

Articolo pubblicato il 10 dicembre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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