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Anche il biometano è incentivato, firmato decreto interministeriale
di Bartolomeo Buscema

Una prima lettura del testo che è atteso dalla imminente pubblicazione in Gazzetta ufficiale. Previste tre modalità, interessante quella finalizzata a carburante da autotrazione

Tags: Biometano



ROMA - Dopo un’attesa di oltre due anni e mezzo, ecco il decreto interministeriale che incentiva il biometano. Firmato dal ministro delle politiche agricole, Nunzia De Girolamo, insieme ai colleghi dell'Ambiente Orlando e dello Sviluppo economico Zanonato, il decreto prevede incentivi per promuove la produzione di biometano che potrà essere veicolato utilizzando la rete del gas naturale.

Il biometano è ricavato dal biogas (una miscela di gas, per la maggior parte metano) che, come noto, si ottiene dalla fermentazione batterica in anaerobiosi (assenza di ossigeno) di residui organici provenienti da rifiuti, vegetali in decomposizione, liquami zootecnici, fanghi di depurazione, scarti dell'agro-industria.

Da una prima lettura del decreto, che ancora attende la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, si evincono tre modalità d’incentivazione, a seconda che il combustibile sia immesso in rete, venduto come carburante per i trasporti, usato per la cogenerazione di elettricità e di calore.

Per il biometano immesso in rete e venduto direttamente sul mercato, il produttore ha diritto, per vent’anni, a una tariffa premio, per ogni metro cubo immesso, pari al doppio del prezzo medio di mercato del gas naturale nel 2012, meno il prezzo medio di mercato del gas naturale calcolato nel periodo d’immissione in rete.

Per gli impianti sotto i 500 Sm3/ora (metri cubi standard erogati ogni ora) è prevista la possibilità, anziché di vendere il gas sul mercato, di optare per il ritiro dedicato da parte del Gse di tutto il biometano prodotto a un prezzo pari al doppio del prezzo di mercato del gas naturale relativo al 2012. Una tariffa premio che palesemente incentiva i piccoli impianti.

Interessanti, invece, sono gli incentivi per il biometano usato come carburante da autotrazione. Anche in questo caso, il produttore ha diritto per vent’anni a una sorta d’incentivo denominato certificato d’immissione in consumo di biocarburanti (decreto Mipaaf 29 aprile 2008 e successive modifiche e integrazioni).

Ricordiamo che il Dlgs 28/11 ha sancito che ai biocarburanti ottenuti da sottoprodotti o da rifiuti sia riconosciuto il raddoppio dei certificati d’immissione. Per il biometano per autotrazione, secondo il citato decreto, le matrici che danno diritto al raddoppio sono la frazione biodegradabile dei rifiuti urbani; i sottoprodotti di cui al comma 5-ter, art. 33 del Dlgs 28/11 (che non presentino altra attività produttiva o commerciale al di fuori del loro impiego per la produzione di biocarburanti o a fini energetici); alghe e materie di origine non alimentare (tabella 1B dm 6 luglio 2012) e i sottoprodotti elencati nella tabella 1A dm 6 luglio 2012.

Condizione necessaria per il riconoscimento di questa maggiorazione è che l’autorizzazione alla costruzione ed esercizio dell’impianto di produzione di biometano contenga l’indicazione di utilizzo esclusivo di una o più materie sopra richiamate. È contemplata anche l’eventualità che l’autorizzazione preveda la codigestione di sottoprodotti con altri prodotti di origine biologica in percentuale non superiore al 30% in peso. In questo caso la maggiorazione verrà riconosciuta sul 70% della produzione di biometano.

Infine, ci sono gli incentivi per biometano che alimenta impianti di cogenerazione. In questo caso sono previsti gli stessi incentivi del biogas secondo quanto previsto dal Dm 6 luglio 2012.
Ricordiamo che hanno diritto alla tariffa onnicomprensiva gli impianti a biogas di taglia non superiore a 1 MW. La tariffa onnicomprensiva consiste nel riconoscimento di una tariffa incentivante per ogni kWh di elettricità netta prodotto dall'impianto a biogas e immesso nella rete elettrica. L'incentivo viene corrisposto per un periodo di 20 anni.

Inoltre, per gli impianti a biogas (operanti in cogenerazione o per la sola produzione di energia elettrica), di potenza non superiore ai 200 kW, è possibile fare richiesta del servizio di Scambio sul posto, in alternativa alla tariffa onnicomprensiva.
Nell'attesa che entrino in vigore le norme europee per le specifiche di qualità del biometano per uso nell’autotrazione e per l’immissione nelle reti, il biometano introdotto nelle reti del gas naturale potrà essere soltanto quello derivante dalla digestione anaerobica di prodotti biologici e sottoprodotti, con la temporanea esclusione di quello prodotto dai rifiuti solidi urbani (Forsu) se non differenziati, da gas di discarica e dagli altri processi di depurazione e trattamento di fanghi e rifiuti.

Soddisfazione per la firma del decreto è stata espressa dal coordinamento formato da CIB, Consorzio Italiano Biogas, Ngv Italy e Assogasmetano, i quali hanno ribadito come il biometano possa essere considerato una sorta di "giacimento" ancora inutilizzato che potrebbe produrre fino a 8 miliardi di metri cubi all'anno di combustibile, raddoppiando così la quantità estratta dal sottosuolo nazionale.

Articolo pubblicato il 19 dicembre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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