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Palermo - Ricomincia il dialogo sulla Gesip. Lunedì vertice Comune-sindacati
di Gaspare Ingargiola

Nell’attesa, ai 1.740 dipendenti è stata garantita la cassa integrazione fino al prossimo 30 giugno. Oggetto del confronto il Piano dell’amministrazione per la fuoriuscita dei lavoratori

Tags: Palermo, Gesip, Lavoro, Sindacati



PALERMO – È stato raggiunto in extremis, quando già si prospettavano nuove settimane di proteste, l’accordo tra Comune di Palermo e Gesip per la proroga di sei mesi della cassa integrazione in deroga dei 1.740 dipendenti. La prima tranche di ammortizzatori sociali scadeva il 31 dicembre e la firma è arrivata giusto il giorno prima coprendo fino al 30 giugno. I fondi saranno comunali e regionali.

La proroga si è resa necessaria perché il governo nazionale, e nella fattispecie il ministero del Lavoro, dopo una prima valutazione positiva, non ha ancora formalmente ratificato la road map di piazza Pretoria per la fuoriuscita di tutti gli operai dal bacino della partecipata in liquidazione. Il ministro Enrico Giovannini ha richiesto espressamente che la bozza di protocollo goda prima del parere favorevole dei sindacati che, di contro, hanno bocciato su tutta la linea il Piano triennale del Comune.
 
Quindi, per il momento, si è messa una pezza con l’accordo per la Cig in deroga per altri sei mesi, in attesa, con il nuovo anno, di avviare la trattativa per consentire ai lavoratori (e alle loro famiglie) di chiudere, dopo anni di incertezze, ogni rapporto con l’azienda di via Maggiore Toselli.

In salvo almeno per altri sei mesi, inoltri, i servizi garantiti dal personale Gesip, che vanno dagli incarichi di guardiania alla custodia degli impianti sportivi, dal trasporto disabili al supporto delle squadre di giardinieri e potatori comunali. La proroga ha inoltre concesso di bloccare le procedure di licenziamento collettivo che sarebbero partite con l’anno nuovo.

Il piano di Palazzo delle Aquile è ormai noto e prevede massicci prepensionamenti per ridurre di almeno la metà l’organico della partecipata; accompagnamento verso il settore privato o tramite ricollocazione in un’azienda privata previo percorso di aggiornamento professionale o tramite sostegno all’avvio di un’attività in proprio; mobilità orizzontale verso le altre partecipate (che verranno anch’esse sottoposte a una drastica cura dimagrante) tramite riqualificazione specialistica, così da poter integrare e rinforzare i settori più carenti di personale e competenze; esodi incentivati e sussidi di disoccupazione.

“Si auspica – ha dichiarato Salvo Barone dell’Ugl – che si possa intraprendere un nuovo percorso caratterizzato da una concertazione democratica, perché questo sarà l’ultimo accordo che sottoscriveremo attraverso decisioni unilaterali che non saranno più consentite. In ogni caso, l’aver accettato solo sei mesi di cassa integrazione, senza che la stessa sia subordinata ad alcun protocollo ministeriale che disconosciamo nella sua interezza, è un passo avanti che, tuttavia, non può prescindere da un’integrazione in termini di orario di lavoro e conseguente retribuzione, da attivare immediatamente, e da un percorso di riorganizzazione di tutte le partecipate”.

Amministrazione comunale e sindacati hanno già fissato il prossimo incontro per lunedì 13 a Palazzo Galletti.
“Avendo garantito ai lavoratori - ha detto il sindaco Orlando - la continuità in Cig, si apre la possibilità di un dialogo costruttivo che comprende tutte le partecipate, con l’attenzione al reddito dei lavoratori e alla qualità dei servizi che il sistema delle partecipate deve offrire alla città”.

“Cominceremo a esaminare il percorso da intraprendere - ha concluso il primo cittadino - e il tavolo tecnico dovrà esaminare il bando su prepensionamenti e autoimpiego. Utilizzeremo la mobilità orizzontale a partire dai dirigenti”.

Articolo pubblicato il 11 gennaio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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