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Per i capigruppo Ars spunta l’indennità extra
di Raffaella Pessina

Il maxiemendamento del Governo di 51 commi annunciato ma mai presentato. In base a una delibera del Consiglio di Presidenza

Tags: Ars, Indennità



PALERMO - Una storia senza fine quella della finanziaria regionale il cui esame è proseguito a Palazzo dei Normanni lunedì fino alle due del mattino ed è ripreso alle 13 di ieri. Nel corso della notte è girato un documento che altri non era che la riscrittura dell’articolo 46 del documento di stabilità regionale. Particolare non di poco conto: l’articolo conteneva 51 commi, che spaziavano con disposizioni e contributi sugli argomenti più disparati.
 
Un vero e proprio maxiemendamento, lo ha definito qualcuno. Subito è intervenuto il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone. “Non ci sono maxiemendamenti e formalmente non mi è stato mai presentato. Peraltro è un criterio che io ho rifiutato. C’è una finanziaria che ha una sua filosofia, adesso il governo farà alcune proposte”.

Di rimando è intervenuto il governatore Crocetta, ribadendo che su tre punti del 46 non vuole fare passi indietro: lo scioglimento delle partecipate, il decreto salva imprese e la riduzione dei consigli di amministrazione. “Tutte le proposte contenute nei 51 commi possiamo anche lasciarle perdere”. Crocetta ha chiarito che il maxiemendamento all’articolo 46, oggetto di accese polemiche, non è stato mai presentato, ma era un “documento bozza” portato a conoscenza dei parlamentari perché lo valutassero.

Si parlava di disposizioni per i consigli di amministrazione degli enti lirici di Catania e Messina, di immobili costruiti abusivamente da vendere agli aventi diritto da parte dei comuni e della messa in vendita degli alloggi di proprietà della Regione agli affittuari aventi diritto, della soppressione dell’Iridas, istituto per i diversamente abili, ecc. Ma la vicenda non è stata l’unico oggetto di polemica di queste ultime ore a Palazzo dei Normanni. Sempre nella notte tra lunedì e martedì è stato inserito un emendamento all’articolo 4 che prevede una riduzione di 39 milioni di euro per le spese dell’Assemblea.
 
“Le spese di funzionamento non possono essere toccate. Non c’è alcun allarme, è un fatto contabile – ha detto Ardizzone - ci sarà una contrattazione con lo Stato su ulteriori somme che verranno fatte a luglio. Nella trattativa con lo Stato, si pensa di recuperare alcune somme, gli uffici avevano pensato di accantonare questa somma per svincolarla successivamente. Sono fatti contabili -ha concluso- rispetto ai quali la politica deve fare un passo indietro”.

Intanto nel corso dei lavori parlamentari di ieri sono stati approvati l’articolo 17 sui dissalatori, il 19 sul contenimento della spesa dei servizi pubblici e il 41 che istituisce il reddito minimo per i siciliani che vivono in condizione di povertà. Stanziati 700 mila euro, per l’anno corrente, nel fondo per il contributo all’autonoma sistemazione degli alluvionati del messinese. Infine il Consiglio di Presidenza, ha stabilito che dal nuovo anno, i presidenti dei gruppi parlamentari percepiranno una nuova indennità di funzione. Questo provvedimento ha irritato il Movimento Cinque Stelle: il capogruppo Giancarlo Cancelleri ha detto che anche questa volta rifiuterà l’indennità ed ha aggiunto che “sembra assurdo prevedere un compenso del genere per una figura politica che non ha una funzione parlamentare riconducibile a una attività pubblica”.
 
In particolare la delibera adottata dal Consiglio di Presidenza stabilisce che, a decorrere dal primo gennaio 2014, stabilisce una nuova indennità di funzione di 1.159 euro per i presidenti dei gruppi parlamentari. Gli ha risposto Antonio Venturino, ex grillino ed ora al gruppo Misto. “Prima dell’entrata in vigore del decreto Monti con la spending review - chiarisce Venturino - tutti i capigruppo, compreso Cancelleri, disponevano direttamente del 10% sull’intera somma che l’Assemblea trasferiva ad ogni gruppo parlamentare. Con l’applicazione del decreto Monti, abbiamo imposto un drastico abbattimento dei trasferimenti ai gruppi. Per garantire comunque ai capigruppo la possibilità di espletare le proprie funzioni, in sintonia con quanto adottato in diversi consigli regionali, ed in considerazione del fatto che i capigruppo, come lo stesso Cancelleri dice, ricoprono “una posizione politica e un peso lavorativo maggiore rispetto agli altri”, l’Assemblea attribuirà direttamente agli stessi una indennità di carica di 1.160 euro senza quindi gravare sul bilancio dei gruppi”.

Articolo pubblicato il 15 gennaio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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