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Prezzi del mattone in calo del 5,3 %. Terzo trimestre 2013, il periodo più buio
di Liliana Rosano

Nonostante ciò le compravendite non accennano a crescere: i comuni della provincia di Palermo registrano -13,8%. Istat: nel primi 9 mesi del 2013 il costo degli immobili ha subito una flessione del 5,7% rispetto al 2012

Tags: Economia, Crisi, Mercato Immobiliare



PALERMO - Continuano a diminuire i prezzi delle abitazioni in Italia. Lo rivela l’Istat nella sua ultima indagine relativa al terzo trimestre del 2013, pubblicata il 10 gennaio 2014. La diminuzione è dell’1,2% rispetto al trimestre precedente e del 5,3% nei confronti dello stesso periodo del 2012.

Così, il valore nominale degli immobili residenziali si può stimare di circa il 20% in meno rispetto ai prezzi pre-crisi. E ovviamente si tratta di una media, con casi di cali più elevati (in genere le vecchie case in provincia e/o periferia) ed eccezioni che tengono (in genere le zone centrali delle grandi città e gli immobili di prestigio).

Un andamento che comunque è almeno in parte dovuto anche a “fattori stagionali”. La diminuzione dei prezzi su base annua è pari al 5,3%, (la settima consecutiva), valore più contenuto di quello registrato nel trimestre precedente (-5,9%). Al calo congiunturale contribuiscono le diminuzioni dei prezzi sia delle abitazioni esistenti (-1,3%) sia di quelle nuove (-0,5%). La flessione su base annua, specifica l’Istat “è la sintesi della diminuzione dei prezzi sia delle abitazioni esistenti (-6,8%) sia di quelle di nuova costruzione (-2%). In un quadro di marcata diminuzione dei prezzi che tuttora perdura, la riduzione dell’ampiezza della flessione tendenziale si registra sia per i prezzi delle abitazioni esistenti (-6,8%, da -7,6% del secondo e -8,1% del primo trimestre) sia per i prezzi delle abitazioni nuove (-2%, da -2,2% del secondo trimestre)”.

In media, nei primi tre trimestri del 2013, i prezzi sono diminuiti del 5,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, sintesi di un calo dell’1,8% dei prezzi del nuovo e del 7,5% dell’esistente. A fare notizia è però il fatto che nonostante i prezzi si siano abbassati, le compravendite non sono aumentate come ci si aspetterebbe anche se la domanda di mutui è tornata a crescere.

Secondo gli ultimi dati relativi al terzo trimestre 2013, forniti dall’Osservatorio del mercato immobiliare, le compravendite del settore residenziale sono state 91.051, con una riduzione pari al 5,1% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente; analogo l’andamento nel settore delle pertinenze con una flessione del 6,6%, con 71.807 unità scambiate. Si registra una diminuzione delle vendite anche nei settori non residenziali, con le perdite maggiori nel settore terziario, che rileva una contrazione dell’11,7%, con 1.935 unità, mentre il settore produttivo perde il 9,4% (1.983 unità) e quello commerciale l’8,2% (4.978). Nel comparto residenziale, la perdita più contenuta si registra nel Nord (-4,1%), seguito dal Centro (-4,3%); al Sud, invece, il calo risulta poco più alto (-7,5%) del dato nazionale.

Analizzando i dati delle compravendite di abitazioni nelle maggiori città italiane, spicca il rialzo di Bologna che, con il 16,3%, accentua l’aumento registrato nel precedente trimestre (5%). Seguono in crescita anche le compravendite immobiliari nelle città di Milano (9,4%) e Roma (0,6%). La flessione è invece più marcata a Napoli (-19,7%), Genova (-8,2%) e Firenze (-5,3%), mentre quelle più attenuate si registrano a Torino (-4,3%) e Palermo (-0,1%). Nel capoluogo siciliano, le compravendite nel secondo trimestre dello stesso anno avevano segnato un -9,4 per cento. mentre nel primo trimestre la flessione era stata del -9,5 per cento.

Nonostante i tassi di flessione rilevati sono ovunque in rallentamento, il calo nei comuni della provincia delle principali città (“resto delle province”) si mantiene superiore al calo nazionale, -8,1%. Le perdite più elevate si registrano a Palermo, -13,8%, mentre tassi di calo inferiori al 10% si osservano per le altre province in esame.

Per le compravendite del settore terziario, il calo più sostenuto si registra a Napoli che perde quasi il 39%, ma perdite elevate, oltre il 30%, si osservano anche a Roma (-32,1%) e a Genova (-30,7%). A Palermo si osserva un calo del 17,6% mentre le province di Bologna e Milano risultano in flessione del 15% circa. In controtendenza Torino segna un rialzo del 17% e infine sono più che raddoppiate le unità registrate a Firenze.


Settore commerciale, il Capoluogo siciliano è in ripresa con il 15% in più

Nel settore commerciale continua la serie delle variazioni negative iniziata nel 2005 e interrotta dagli unici rialzi del III trimestre del 2007 e del 2011. La flessione riguarda tutte le aree territoriali con il Sud che segna il calo maggiore, -10,4%, il Centro che disattendendo l’aspettativa di rialzo dello scorso trimestre (+9,7%) e mostra nuovamente una perdita del -8,2%, e infine il tasso di calo risulta più lieve al Nord -6,8%.Le perdite maggiori si registrano a Napoli, -28,0%, e a Genova, -22,3%, cali compresi tra -14% circa e -12% si rilevano a Milano, Roma e Torino. Per contro sono in crescita le compravendite nelle province di Firenze, +15,3%, Palermo, +12,8% e Bologna +3,0%. Rispetto al trend nazionale, nelle otto province delle principali città il calo nelle compravendite del settore produttivo è più contenuto, -0,7 per cento. Gli andamenti delle singole province, mostrano segni negativi discordi. Tra le province in calo, le perdite maggiori si osservano a Roma, -38,6%, Genova, -31,6+% e Napoli, -29,2%, più contenuto è il calo a Torino, -7,9%. Per contro, spicca la performance di Palermo che segna una crescita molto elevata (+379,8% sebbene riferita a solo 20 unità), in rialzo anche Bologna, +22,7%, Firenze, +15,8% e Milano, +3,8%.

Articolo pubblicato il 17 gennaio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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