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Vivere e riscoprire Ballarò per accogliere più turisti
di Redazione

• Il nuovo pezzo di un puzzle che prevede anche il recupero dall’area della Vucciria e dello Zen • Occorrono regole certe e maggiori controlli per garantire il rispetto della legalità e il decoro della zona • Coinvolgere i soggetti privati per ottenere risorse altrimenti difficili da recuperare • Il sindaco Orlando deve avere il coraggio di prendere delle scelte scomode, che potrebbero scontentare qualcuno ma portare alla lunga molti benefici alla città

Tags: Palermo, Ballarò, Vucciria, Zen



PALERMO – Negli scorsi numeri del QdS abbiamo sottolineato la necessità di valorizzare e riqualificare alcune aree del capoluogo siciliano. Ci siamo concentrati anzitutto sulla Vucciria, che potrebbe essere trasformata in un “borgo da vivere” attraverso la sinergia tra soggetti pubblici e privati. La stessa sinergia necessaria per portare avanti un’altra iniziativa ambiziosa ma non impossibile: recuperare lo Zen attraverso il coinvolgimento di imprese desiderose di investire nella rinascita della città.
Oggi vogliamo aggiungere un altro tassello di questo puzzle, che potrebbe rappresentare il futuro di Palermo: quello strettamente legato al mercato di Ballarò e alle aree limitrofe.

La zona che circonda via Ballarò – cuore dello storico mercato – potrebbe diventare un enorme catalizzatore di flussi turistici, ma per fare questo occorrono regole certe che assicurino il decoro dell’area e la sua totale legalità. Qualcosa in tal senso si è già mosso (di recente l’amministrazione comunale ha presentato il cosiddetto Rum, il Regolamento unico dei mercati, pensato per mettere ordine in tutto il comparto delle attività economiche mercatali e in particolare ai mercati storici) ma oltre a disporre nuove regole si deve fare in modo che esse possano essere fatte rispettare. In tal senso, occorre mettere in strada più dei circa quattrocento vigili che allo stato attuale presidiano le vie del capoluogo, magari snidando da dietro le scrivanie alcuni dei restanti mille agenti della Polizia municipale che, allo stato attuale, svolgono soltanto lavoro d’ufficio.
Il supporto dei vigili diverrebbe fondamentale anche per far rispettare eventuali modifiche al traffico veicolare finalizzate a rendere più vivibile l’area tra piazza Casa Professa e i bastioni di corso Tukory verso Porta Sant'Agata, magari chiudendola del tutto alle automobili per “regalarla” a pedoni, ciclisti e così via.

Così come la Vucciria, insomma, Ballarò potrebbe rinascere da un passato in chiaroscuro, trasformandosi anch’esso in “borgo da vivere” per i cittadini e per i turisti. Occorre però il coraggio di prendere scelte difficili, che in un primo momento potrebbero scontentare molti ma alla lunga rischiano di portare enormi benefici alla città.
Quello della mancanza di risorse pubbliche è un finto problema: come detto, il Comune e gli altri attori istituzionali potrebbero trovare nei privati gli interlocutori ottimali per portare avanti iniziative di questo genere (alcune Fondazioni ci hanno già manifestato la loro volontà di prendere parte a tali progetti).
Volendo concludere con una battuta, citando il celebre film di Mel Brooks “Frankenstein junior”: “Si può fare”. Il sindaco Leoluca Orlando deve soltanto volerlo.
 
Il Normanno

Articolo pubblicato il 17 gennaio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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