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Crocetta alza i toni dello scontro: Faraone dimettiti
di Redazione

Il presidente della Regione, ormai incontenibile, chiede all'uomo di Matteo Renzi in Sicilia di fare un passo indietro in virtù dell'indagine sui rimborsi elettorali in cui è coinvolto. Martedì vertice ad alta tensione tra il governatore e il gruppo democratico

Tags: Crocetta, Regione Siciliana, Arsgate, Faraone, Sicilia, Rimborsi Elettorali, Pd



"Io non credo ci si debba dimettere in presenza di un semplice avviso di garanzia. Però se il Pd sostiene che la Cancellieri senza neppure un avviso di garanzia si deve dimettere per una telefonata allora anche Faraone, anche se gli vengono contestati delle fesserie, degli scontrini per delle manifestazioni politiche, si deve dimettere".
 
Lo ha ribadito a Focus Economia su Radio 24, il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, che già due giorni fa aveva assunto questa posizione durante una conferenza stampa, a Palermo.
 
Davide Faraone, deputato nazionale del Pd e responsabile del Welfare nella segreteria di Matteo Renzi, è indagato nell'ambito dell'inchiesta sulle presunte spese irregolari dei gruppi parlamentari dell'Assemblea regionale siciliana. Faraone, cui vengono contestate spese per 3.380,60 euro, replica: "Benissimo, la procura indaghi. E se c'è qualche ladro, deve pagare. Sono certo che emergerà se c'è qualcuno che ha rubato e ha utilizzato le risorse per lucro personale. Ci sarà occasione di far conoscere a tutti i modi in cui si destinano le risorse a fini politici".
 
Intervistato nei giorni scorsi alla Zanzara su Radio 24 aveva spiegato che per ora non si dimetterà dalla segreteria: "Dovessi essere rinviato a giudizio mi dimetto, mi dimetto anche da uomo. Ma non ci si arriverà perché sono sicuro di come ho usato i soldi. Sono tranquillo sull' utilizzo di queste risorse". 
 
Sale dunque la tensione nel Pd. Martedì prossimo si terrà il faccia tra il presidente e il l gruppo parlamentare del Pd.

Articolo pubblicato il 17 gennaio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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