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Mutui, richieste in picchiata. In Sicilia precipitano di più
di Emiliano Zappalà

Nell’Isola la riduzione della domanda è pari al 9,1%, a fronte di una contrazione nazionale del 3,6%. Al di qua dello Stretto l’importo è 114.198 € contro la media italiana di 127.329 €

Tags: Mutuo, Prestito



 CATANIA - È stato pubblicato alcuni giorni fa il Barometro Crif della domanda di mutui da parte delle famiglie. Lo studio ci rimanda l’ennesima fotografia dello stadio di crisi avanzata in cui versa il Paese, nonché delle difficoltà a cui vanno incontro le famiglie italiane. I dati sono poco consolanti. I barometri Crif della domanda di crediti delle famiglie e delle imprese sono degli strumenti di analisi che si basano sulle informazioni fornite da Eurisc. Da questo patrimonio il Sic di Crif raccoglie indicazioni sulla gran parte dei finanziamenti erogati nel mercato retail del nostro Paese.

Le analisi evidenziano in generale l’andamento delle richieste di nuovi prestiti e mutui, con cadenza mensile su dati aggiornati alla fine del mese precedente, e l’evoluzione della domanda di finanziamenti delle imprese.

Per quanto riguarda il 2013 si registra un calo evidente del -3,6% nella richiesta di mutui da parte delle famiglie rispetto al 2012. Segnale che la crisi è stata dura anche nell’anno passato e che le famiglie italiane ne abbiano pagato le conseguenze. Nel complesso l’andamento della richiesta di mutui da parte delle famiglie è stato abbastanza altalenante negli ultimi cinque anni, ovvero nel periodo che va dal 2009 al 2013, anche se emerge chiaramente dai numeri che il momento più buio è stato tra il 2011 e il 2012.

In media l’importo richiesto dagli italiani nel 2013 si attesta intorno ai 127.329 euro. Questo dato medio nasconde però profonde differenze di importo. Il 3,3% dei mutui richiesti riguarda infatti somme superiori ai 300 mila euro, mentre il 21,1% e il 28,8% ha chiesto dei mutui rispettivamente tra i 150.000-300.000 e 100.000-150.000 euro. Il 19,8% delle famiglie che hanno fatto richiesta di mutui lo hanno fatto per una somma che va dai 75 mila euro ai 100 mila euro. Un ultimo 27% ha invece richiesto un importo inferiore ai 75 mila euro. 

Per quanto riguarda invece l’età la fascia più interessata va dai 25 ai 64 anni anche qui con alcune differenze. Sono senz’altro limitatissimi i mutui richiesti da soggetti al di sotto dei 25 anni o al di sopra dei 64, in totale ci si attesta intorno al 5,8%. La fascia più interessata va dai 45 ai 54 anni con il 34%, mentre a seguire quella che va dai 25 ai 34 anni con il 28,8%. Seguono poi i soggetti dai 35 ai 44 anni con il 21% e infine quelli che vanno dai 55 ai 64 con il 10,3%.

Se facciamo invece riferimento alla durata dei finanziamenti si va da mutui compresi in un periodo di cinque anni a quelli a lunga scadenza che ricoprono un arco di tempo che supera i 30 anni. Anche qui però i due estremi occupano una porzione piccolissima della torta con il 3,1%. La durata più frequente è quella che va dai 25 ai 30 anni con il 28,3%, subito prima di quella che invece va dai 15 ai 20 anni con il 22,2%. Seguono la fascia tra i 20 e i 25 con il 19,9% e quella tra i 10 e i 15 con il 16,5%. Infine la fascia tra i 5 e i 10 anni con un tondo 10%.
Il sistema di informazioni creditizie di Eurisc si basa su un campione di 77 milioni di operazioni creditizie.
 


A Ragusa la domanda di mutui ha subìto il collasso (-18,4%)
 
Per quanto riguarda la Sicilia invece dall’analisi di Crif emerge che la contrazione del numero di domande di mutuo nel corso del 2013 è stata pari a -9,1% e quindi sensibilmente peggiore rispetto alla performance nazionale. L’importo medio richiesto nell’Isola è risultato pari a 114.198 euro, in calo del -12,2%, contro un più contenuto -6,7% del totale Italia. Se procediamo nell’analisi per province si distingue senz’altro Enna che, nel corso del 2013, ha fatto registrare un numero di richieste di mutuo sostanzialmente in linea con il 2012. All’estremo opposto, invece, si è collocata la provincia di Ragusa, che si caratterizza per un pesante -18,4% rispetto all’anno precedente, seguita da Agrigento con un -16,4%. In termini di importi medi richiesti invece Trapani registra il valore più consistente con 157.941 Euro, un dato in generale ben superiore sia alla media regionale sia a quella nazionale, seppur in calo del 18,5% rispetto al dato dell’anno precedente.

Articolo pubblicato il 23 gennaio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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