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Abolizione Province al rush finale, ma incombe una nuova impugnativa
di Redazione

Oggi il ddl dovrebbe essere approvato in commissione Affari istituzionali, poi approderà in Parlamento. Vincenzo Vinciullo (Ncd): "è una riforma spot, suscettibile di essere impugnata dal Commissario dello Stato".

Tags: Province, Liberi Consorzi Dei Comuni, Comuni, Crocetta, Assemblea Regionale, Sicilia, Vincenzo Vinciullo



Ieri la commissione Affari istituzionali dell'Ars, presieduta da Antonello Cracolici (Pd), ha approvato l'intero articolato del ddl sui Liberi consorzi in sostituzione delle Province. Oggi è previsto il voto finale in commissione (con il quale si deciderà anche sulle tre Città metropolitane di Palermo, Catania e Messina).
 
Dunque, se tutto va come previsto, la prossima settimana il disegno di legge dovrebbe finalmente approdare a Sala d’Ercole, ultima tappa di un iter che è durato oltre il periodo previsto dalla legge regionale 7 del 2013 (leggi qui).
La parola finale spetterà quindi ai 90 deputati regionali, ma non è detto. Ancora una volta potrebbe arrivare un nuovo stop dal prefetto, Carmelo Aronica.
 
“Il testo sulle Province che oggi la commissione Affari istituzionali approverà è solo una riforma-spot, c'è il rischio concreto che il commissario dello Stato la possa impugnare”, ha affermato il deputato regionale Vincenzo Vinciullo (Ncd), critico nei confronti delle norme del ddl approvate ieri in commissione.
 
“Ci sono molte cose che non vanno - sostiene Vinciullo - Nel ddl non c'è alcun riferimento alle competenze dei liberi Consorzi, né al destino delle migliaia di lavoratori. Inoltre i sindaci dei grandi Comuni saranno dei plenipotenziari, basta che due o tre città più grandi si mettano insieme per estromettere dai consorzi i Comuni più piccoli. È assolutamente illegittimo”.
 
“A questo punto - prosegue - è meglio abolire definitivamente le Province, passando tutte le competenze ai Comuni”. L'unico aspetto positivo, secondo il parlamentare, “è che saranno i cittadini con un referendum, dopo l'approvazione della legge, a stabilire se i rappresentanti dei liberi Consorzi dovranno essere eletti oppure individuati dagli amministratori con una elezione di secondo livello”.
 
Per Vinciullo “così com’è scritto il testo scatenerà la bagarre in aula, gli scenari sono assolutamente aperti”. E mancano solo 15 giorni.

Articolo pubblicato il 30 gennaio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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