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Formigoni Presidente con una marcia in più
di Carlo Alberto Tregua

Regione Lombardia, costa poco ma funziona

Tags: Roberto Formigoni



Dopo quasi duemila Forum, ho acquisito una certa dimestichezza nel capire la personalità dei Numeri Uno che incontro, a cominciare dal rispetto della puntualità dell’appuntamento.
Il Forum pubblicato sabato 19 settembre, che ho svolto in circa un’ora, con il Presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, era fissato per le 11 e 30 e alle 11 e 30 è cominciato, nella bella stanza, al trentesimo piano, del Pirellone di Milano. La prima cosa che mi ha fatto vedere Formigoni è il Lombardone, nome provvisorio del secondo palazzo della Regione, a 39 piani, quasi completato a tempo di record e a poche centinaia di metri dal primo.
In esso confluiranno gli uffici degli assessorati e del Consiglio regionale e, ha sottolineato Formigoni, con l’equivalente dei canoni d’affitto la Regione pagherà le rate di leasing, col risultato che alla fine del periodo il Lombardone resterà di proprietà della Regione.
A Milano le cose le fanno in pochi anni. A Palermo, ne parlano solamente.

Formigoni è stato eletto nel 1995, l’anno prossimo completerà il terzo mandato e, verosimilmente, sarà rieletto per il quarto. Ha messo, come primo punto della sua azione, l’interesse dei cittadini lombardi, ma più concretamente l’attivazione dei servizi a favore di essi.
Ha istituito la Crs (Carta regionale dei servizi) che ingloba la tessera sanitaria, la carta d’identità, la firma digitale, la situazione sanitaria, quella previdenziale e tante altre funzioni. Per cui, ognuno dei quasi dieci milioni di lombardi, con questa carta si interfaccia in tempo reale con qualunque servizio della Regione.
La quale ha istituito solo dodici uffici nelle dodici province, ove si concentrano tutte le funzioni e non centinaia di uffici come ha improvvidamente istituito la Regione siciliana. In Lombardia vi è un solo portale, nel quale sono confluiti i circa ottanta siti preesistenti.
 
Formigoni ha attaccato, nel 1995, la massa di circa duemila leggi e con un disboscamento rigoroso è riuscito a ridurle a 400, condensando le materie in testi unici scritti in linguaggio comune e non in burocratese.
Il fattore umano è stata un’altra opera. Ha scelto i migliori manager del mercato, sia amministrativi che sanitari, in base ai curricula. Vi sono dirigenti che hanno fatto PhD ad Harvard. Inoltre, si è preoccupato di inserire nei contratti di dirigenti e dipendenti elementi sanzionatori e altri premiali. Il compenso dei dirigenti è formato da premi pari al trenta per cento e quello dei dipendenti da premi pari al dieci per cento. Ma sono previsti casi di licenziamento in tronco per incapacità di raggiungere i risultati.
I testi unici hanno previsto la sostituzione di certificati con autocertificazioni, per cui chi deve intraprendere un’attività basta che lo comunichi agli uffici, regionali e locali. Ma, contrariamente a quello che accade in Sicilia, sono stati istituiti per ogni branca amministrativa nuclei ispettivi che fanno sentire il fiato sul collo, ogni giorno, a coloro che hanno ricevuto autorizzazioni e concessioni. Tutti i dipendenti sono entrati per concorso. Non ci sono precari.

Formigoni ha puntato all’eccellenza e alla qualità, in materia di ambiente ed energia. La Regione Lombardia ha adottato la normativa europea, che riduce le emissioni di raffinerie, cementerie e industrie inquinanti, fin dal 1997. Ben tre anni prima del recepimento da parte dello Stato italiano.
Anche in questo versante, la politica della Lombardia è fondata su divieti e incentivi, per convincere cittadini e imprese che conviene stare dentro la legge. Esattamente il contrario di quanto accade in Sicilia, ove le industrie inquinanti fanno quello che vogliono senza nessun controllo, coi risultati noti nelle aree di Milazzo, di Gela e nel Triangolo della morte.
L’ultimo punto trattato riguarda le infrastrutture. Formigoni ha costituito il Cal (Concessioni autostradali lombarde) col quale è cominciata la costruzione di Pedemontana, BreBeMi e nuova Tangenziale di Milano. Expo 2015 dovrà attirare visitatori non per le infrastrutture, ma per fascino, avventura e bellezza.
Per quanto precede, Formigoni è un Presidente con una marcia in più.

Articolo pubblicato il 22 settembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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