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Trapani - Fare chiarezza sulla Megaservice
di Alessandro Accardo Palumbo

Un carrozzone utilizzato per piazzare dipendenti e produrre sprechi sulle spalle della collettività. L’interpellanza del M5s all’Ars sulla ex società partecipata della Provincia

Tags: Trapani, Megaservice, Partecipate



TRAPANI – Ci fu dolo o colpa grave nella gestione e nel controllo della Megaservice Spa, società a totale partecipazione della Provincia di Trapani? Se lo chiede il deputato del Movimento 5 Stelle all’Ars Sergio Tancredi, che alcuni giorni fa ha presentato un’interpellanza parlamentare in Aula. Il grillino ha chiesto al presidente della Regione e all’assessore regionale delle Autonomie locali e della Funzione pubblica “se non ritengano opportuno intervenire, istituendo una Commissione d’inchiesta che valuti e prenda in considerazione tutti gli aspetti di questa vicenda”.

LA FINE DELLE PARTECIPATE - La legge sulla Spending review, varata dal governo Monti, ha imposto la loro liquidazione, cosa che scrisse la parola fine sull’esperienza Megaservice, ma che non ha risolto il mancato pagamento di sette mesi di stipendi ai lavoratori.

IL BUCO – A inizio febbraio 2013 il Consiglio provinciale prima di procedere di lì a poco (19 febbraio), alla liquidazione della società partecipata, prese atto dell’impossibilità del socio unico (la Provincia) di procedere al ripianamento delle perdite (1.853.410 euro al 31/10/2012, valore negativo del patrimonio netto di euro 1.732.534 e una massa debitoria di 3 milioni e 847 mila euro).

COSA FACEVA LA MEGASERVICE - La partecipata fu creata per assicurare la pulizia, manutenzione, gestione e custodia di alcuni immobili della Provincia, assorbendo così alcuni lavoratori licenziati da aziende private trapanesi. Il problema di questo carrozzone è stato il punto di pareggio o “break even point”, termine noto agli imprenditori, ma un po’ meno alla politica di serie B. L’azienda necessitava di oltre 4,5 milioni di euro l’anno, mentre le prospettive di introiti per il 2012 fu di poco superiore ai 2 milioni. Lo mise nero su bianco, nel gennaio 2012, il presidente del Cda, Gioacchino Lo Presti, nella sua relazione sull’andamento aziendale.

“Le scelte attuate – si legge nell’atto ispettivo firmato da tutti i grillini all’Ars – dall’ultimo presidente della Provincia di Trapani (Girolamo Turano dell’Udc, nda) e della sua giunta di esternalizzare i lavori edili e i servizi di pulizia, sottraendo risorse alla Megaservice, e la lentissima gestione delle procedure per l’accesso al sostegno al reddito da parte dei sindacati, hanno creato disperazione nei lavoratori della stessa azienda”.



I grillini contro tutti. Dito puntato contro Pellos e i sindacati dei lavoratori

TRAPANI – Le accuse dell’interpellanza del M5s investono anche l’attuale commissario straordinario della Provincia, Darco Pellos “che ha mostrato scarsa attenzione sull’intera faccenda”.
“L’azione legale esecutiva – hanno scritto i grillini - avviata dai 66 lavoratori per l’ottenimento delle retribuzioni arretrate, maturate e non riscosse, sono bloccate presso la Cancelleria del Tribunale di Trapani da mesi; (…) i fascicoli sui decreti ingiuntivi, sono rimasti per mesi sulla scrivania del Giudice del lavoro del Tribunale di Trapani, in attesa di essere trasferite al Giudice per le esecuzioni. Una vicenda scandalosa per il ritardo degli uffici giudiziari e per la leggerezza con cui sembrerebbe essere stata gestita da parte delle Istituzioni”. L’ultima stoccata è per i sindacati che, secondo i grillini, “nel tempo hanno denunciato il processo di esternalizzazione senza una programmazione che destinasse lavori e risorse al personale della Megaservice”.

Articolo pubblicato il 01 febbraio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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