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Quotidiano di Sicilia

La corruzione costa 60 miliardi ogni anno
di Redazione

Sconvolgente il report Ue: il fenomeno incide sul Pil per circa il 4%

Tags: Corruzione, Pil, Italia



BRUXELLES - Bloccare le leggi ad personam, preoccupazione per lo “scarso livello di integrità dei titolari di cariche elettive e di governo”, legge contro la corruzione che “lascia irrisolti” vari problemi. Nel report sulla corruzione, la Commissione europea non risparmia critiche pesanti all’Italia e ricorda che il fenomeno ci costa circa 60 miliardi all’anno, cioè intorno al 4% del Pil.
Il rapporto verrà presentato oggi e, oltre ad una parte generale, contiene approfondimenti su ogni Stato membro. Bruxelles suggerisce al nostro Paese di “bloccare l'adozione di leggi ad personam”, dal lodo Alfano alla ex Cirielli, dalla depenalizzazione del falso in bilancio al legittimo impedimento.

Nel report Ue si rileva che “i tentativi” di darsi norme per garantire processi efficaci sono stati “più volte ostacolati” da normative di questo tipo. “Scarso livello di integrità dei titolari di cariche elettive” A preoccupare Bruxelles nel panorama italiano sono anche “i legami tra politici, criminalità organizzata e imprese, e lo scarso livello di integrità dei titolari di cariche elettive e di governo”. “Sono – continua il report - tra gli aspetti più preoccupanti, come testimonia l'alto numero di indagini per corruzione”.
La nuova legge italiana contro la corruzione “lascia irrisolti” molti aspetti. Secondo la Commissione Ue infatti “non modifica la disciplina della prescrizione, la legge sul falso in bilancio e l'autoriciclaggio e non introduce reati per il voto di scambio. È urgente - afferma il report - anche mettere mano al conflitto d'interesse”.

In ogni caso, dice Bruxelles, la nuova legge anticorruzione ed il successivo decreto legislativo sull'incandidabilità ed il divieto di ricoprire cariche elettive o di governo in seguito a condanne definitive segnano “un importante passo avanti”. A tal proposito la Commissione Ue segnala come la norma sia stata applicata “nel caso della decadenza da senatore di un ex premier”, cioè di Silvio Berlusconi.
Nonostante la legge anticorruzione e “gli sforzi notevoli profusi dall'Italia” per combattere il fenomeno, l'effetto della corruzione sull’economia italiana resta pesante. Secondo la Commissione Ue, il suo valore nel nostro Paese è intorno ai 60 miliardi all'anno, pari a circa il 4% del Pil.
 



Grandi opere, il 40% dell’appalto serve per il sistema corruttivo


BRUXELLES - Nel solo caso delle grandi opere pubbliche la corruzione in Italia è stimata al 40% del valore totale dell'appalto. Lo indica la prima relazione sulla corruzione della Commissione Ue in Europa. Il report segnala che le grandi opere di costruzione, come la ricostruzione post-sisma a l'Aquila, per l'Expo Milano 2015 o per la futura linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione sono viste, nella sfera pubblica, “quali particolarmente esposte al rischio di distrazione di fondi pubblici e infiltrazioni criminali”. Inoltre si evidenzia che l'alta velocità in Italia è costata 47,3 milioni di euro al chilometro nel tratto Roma-Napoli, 74 milioni di euro tra Torino e Novara, 79,5 milioni di euro tra Novara e Milano e 96,4 milioni di euro tra Bologna e Firenze, contro gli appena 10,2 milioni di euro al chilometro della Parigi-Lione, i 9,8 milioni di euro della Madrid-Siviglia e i 9,3 milioni di euro della Tokyo-Osaka. “In totale il costo medio dell'alta velocità in Italia è stimato a 61 milioni di euro al chilometro. Queste differenze di costo, di per sé poco probanti - osserva Bruxelles - possono rivelarsi però una spia, da verificare alla luce di altri indicatori, di un'eventuale cattiva gestione o di irregolarità delle gare per gli appalti pubblici”.

Articolo pubblicato il 04 febbraio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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