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Neo mamme? Niente panico. Ecco le linee guida dell’Oms
di Liliana Rosano

Secondo le raccomandazioni, la degenza ospedaliera minima non deve essere inferiore alle 48 ore. L’Organizzazione mondiale della sanità ritiene fondamentale l’allattamento al seno

Tags: Maternità, Salute, Allattamento, Depressione



PALERMO - Nulla è così delicato per una donna come la fase del post-partum. Per questo, l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha pubblicato le linee guida aggiornate sulle cure post-parto per la mamma e il neonato. I giorni subito dopo la nascita sono una fase critica tant’è vero che la maggior parte delle morti materne e neonatali si verifica in questo periodo. Per questo, l’Oms ha aggiornato le raccomandazioni basandosi sulle nuove ricerche scientifiche. Le linee guida contengono 12 suggerimenti che riguardano tutte le donne che partoriscono anche se c’è un focus specifico per le nascite nei paesi in via di sviluppo o in contesti di scarse risorse economiche e sanitarie. Le raccomandazioni Oms sono rivolte anche ai medici ed alle strutture sanitarie dove si partorisce.

Tra le raccomandazioni dell’Oms, anche quella di ricevere le cure all’interno della stessa struttura dove si partorisce per almeno 24 ore dopo la nascita. Entro lo stesso intervallo un medico deve vedere mamma e neonato se la nascita avviene in casa. Attualmente le prassi delle dimissioni post-parto variano notevolmente. Mentre alcune strutture tendono a dimettere le neo mamme e i neonati per i quali tutto è filato liscio addirittura poche ore dopo la nascita, in altri casi si richiede una degenza di almeno 48 ore o anche di più. Per il sistema sanitario, i medici e le donne, la cosa migliore è una dimissione dopo 24 ore perché così si è abbastanza tranquilli che non ci siano complicanze e soprattutto si può iniziare l’allattamento a casa.
Nel corso dei vari contatti post-natali e delle visite mediche, dice l’Oms il neonato deve essere sottoposto ad un check-up.
Altro punto importante è l’allattamento al seno, su cui l’Organizzazione mondiale della sanità ha più volte avviato numerose campagne di sensibilizzazione e informazione. Idealmente, tutti i bambini dovrebbero essere allattati esclusivamente al seno fino a 6 mesi di età. Ecco perché le mamme dovrebbero avere un consulente per l’allattamento che le “istruisca” sull’importanza e i benefici dell’allattamento esclusivo al seno e su come fare per nutrire al meglio il neonato.

Un errore comune che spesso fanno molte donne è il primo bagno. Contrariamente a quanto molti dicono, per il bagno è meglio aspettare fino a 24 ore dopo la nascita (minimo 6 ore). Nel corso dei vari contatti post-natali e delle visite mediche, il neonato deve essere sottoposto ad un check-up.

Se smette di nutrirsi bene, se ha convulsioni, se la respirazione è rapida (frequenza respiratoria = 60 per minuto), se si nota assenza di movimenti spontanei, ittero o temperatura corporea oltre i 37,5°o sotto i 35,5 °, la famiglia dovrebbe essere incoraggiata a rivolgersi ad una struttura sanitaria e al medico di fiducia.


Il male oscuro. La depressione post-partum non va sottovalutata

La chiamano maternity blues, la depressione post-partum. Un male che solo negli ultimi anni è trattato con maggiore professionalità. Un sostegno psicologico è raccomandato per la prevenzione della depressione post-partum nelle donne che rischiano maggiormente di soffrirne. Le donne a rischio di depressione post partum necessitano di un supporto psicologico specialmente a 4 o 6 settimane dalla nascita del bambino. Molte strutture sanitarie mettono a disposizione un sostegno specifico per il post-partum. Ecco perché è importante che dopo 10-15giorni dal parto la mamma venga visitata. Importante, per l’OMS è anche la visita nelle prime 24 ore successive al parto, per la valutazione del sanguinamento vaginale, delle contrazioni uterine, della temperatura e del battito cardiaco. In particolare, la pressione sanguigna dovrebbe essere misurata subito dopo la nascita. Se risulta nella norma, la seconda misurazione andrebbe effettuata nelle sei ore successive. In seguito, il medico deve continuare ad informarsi sullo stato di salute e benessere generale della paziente, visitandola per verificare la minzione e l’eventuale incontinenza urinaria, la funzione intestinale, la guarigione di ogni ferita perineale e dolore al seno.

Articolo pubblicato il 06 febbraio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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