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Sì al ddl voto sui casinò si passa ai Liberi consorzi
di Raffaella Pessina

Dopo l’ok di Roma, la procedura per designare le sedi a Taormina e Palermo. Ardizzone ha incontrato ieri il presidente Anci, Orlando

Tags: Ars, Casinò, Liberi Consorzi



PALERMO - Si è aperta l’Aula ieri pomeriggio a Palazzo dei Normanni per discutere sui disegni di legge della riforma delle province, ma è stata subito sospesa per poter esaminare gli emendamenti del Governo giunti dopo 20 minuti dall’inizio a Sala D’Ercole. La seduta è quindi ripresa con l’inizio della discussione generale e la relazione dell’assessore Valenti.

Il presidente dell’Ars - che aveva incontrato in giornata il presidente dell’Anci Leoluca Orlando, cui ha promesso maggiore attenzione da parte delle commissioni verso le esigenze dei territori locali nella redazione delle leggi - aveva fissato per le 20 di ieri sera il termine per la presentazione degli emendamenti alla riforma. E oggi si dovrebbe discutere dell’articolato. Peraltro l’opposizione ha annunciato battaglia con molti emendamenti. Ieri mattina si era tenuta una conferenza dei capigruppo alla presenza dell’assessore alle Autonomie locali Patrizia Valenti e il Presidente della commissione Affari istituzionali per trovare una sintesi condivisa sulla riforma che deve essere approvata entro il 15 per evitare nuove elezioni.

Martedì pomeriggio l’Aula ha esaminato gli altri punti all’ordine del giorno approvando all’unanimità il disegno di legge voto 162/A che stabilisce l’assegnazione delle entrate tributarie alla Sicilia tramite una modifica dell’articolo 36 dello Statuto. Questo richiederà un passaggio al parlamento nazionale. Prima del voto al ddl è stato approvato un ordine del giorno con parere favorevole del governo. Approvato anche il disegno di legge sulla “promozione della ricerca scientifica in ambito sanitario”. “Questo strumento - ha detto il relatore Mimmo Turano - permette, grazie alle donazioni e ai contributi, di garantire ai giovani ricercatori, di poter fare ricerca in Sicilia”.

Ieri è stato approvato il ddl sulle case da gioco a Palermo e Taormina che aveva preso l’avvio già martedì scorso (con 39 voti favorevoli e 12 contrari). Il testo dovrà ora essere sottoposto al Parlamento nazionale. L’Aula ha respinto un emendamento per consentire una casa da gioco anche a Trapani. Il ddl-voto è costituito da un solo articolo e prevede l’apertura dei casinò in deroga al codice penale, motivo per cui la competenza è dello Stato. Dopo l’eventuale ok da Roma, l’Ars tornerà a legiferare sul "procedimento per l’individuazione delle sedi dei due casinò nei territori di Taormina e Palermo, le modalità di gestione delle case da gioco oggetto di concessioni amministrativa e affidata a società per azioni individuate secondo procedure di evidenza pubblica, la durata delle concessioni amministrative, l’ indicazione delle tipologie di giochi autorizzati e i giorni di chiusura e gli orari di apertura al pubblico dei locali adibiti al gioco".

Intanto cambiano nome i gruppi parlamentari della Lista Musumeci e di Grande Sud Pid- Cantiere Popolare all’Ars. Entrambi aggiungono la dicitura “Verso Forza Italia”. Inoltre dal 12 febbraio si è costituito all’Ars il gruppo di Forza Italia, con presidente Marco Falcone. “Questa presidenza si riserva di intervenire - ha detto il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone - ove dovessero sorgere problemi di incongruenza con la denominazione di altri gruppi”.

Inoltre la Commissione regionale Antimafia ha dato mandato al presidente dell’Assemblea regionale Giovanni Ardizzone e al proprio presidente Nello Musumeci di promuovere un incontro urgente con le Procure di Palermo e di Caltanissetta, “per rassegnare l’esigenza di tempi brevi nell’espletamento delle eventuali indagini sulle segnalazioni effettuate” dal dirigente dell’Irsap Alfonso Cicero che ha detto martedì di avere denunciato “nomi e cognomi di alcuni deputati che continuano a sostenere ambienti affaristico-mafiosi”. Musumeci ha detto che l’iniziativa ha lo scopo di “fare assoluta chiarezza sulla vicenda – e di contribuire a restituire serenità e credibilità alla stessa Assemblea parlamentare”. La Commissione all’unanimità ha ritenuto superflua la convocazione in audizione del presidente dell’Irsap, “in omaggio alla autonomia investigativa della magistratura”.

Articolo pubblicato il 13 febbraio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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