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Spese pazze all'Ars: Giulia Adamo su Louis Vuitton, Ipad, regali di nozze
di Redazione

L'ex capogruppo dell'Udc e attuale sindaco di Marsala giustifica l'uso dei rimborsi elettorali su cui sta indagando la Procura di Palermo. "Se non possono essere fatti convegni, a che servono questi soldi? Per le mutande colorate?"

Tags: Arsgate, Sicilia, Regione, Parlamento Siciliano, Crocetta, Spese Pazze, Indagati, Rimborsi Elettorali, Giulia Adamo



"Ben vengano inchieste come questa. Perché è evidente che la politica non sa autoregolarsi. Servono leggi. Io ho spiegato tutto ai Pm”. Lo ha detto Giulia Adamo, ex capogruppo Udc all'Ars, che nei giorni scorsi è stata interrogata dai pm che indagano sulle spese dei gruppi all'Ars (leggi qui il nostro articolo di riepilogo della faccenda). Adamo, che oggi ha convocato una conferenza stampa, ha spiegato che sia la borsa Louis Vuitton che le cene rientravano tra le spese politiche perché considerate “spese di rappresentanza”.
 
In particolare, la borsa sarebbe stata regalata alla proprietaria di un edificio storico di Palermo che aveva ospitato un convegno rinunciando a percepire l'affitto dello stabile. Anche l'acquisto degli Ipad rientrerebbe, secondo l'ex deputata, nelle spese di funzionamento del gruppo.
 
“La somma più grande che viene contestata - ha spiegato - riguarda il pagamento del personale dei gruppi. Pensare che io o un qualsiasi altro capogruppo possiamo preparare le buste paga è assurdo. Al gruppo misto, per esempio, abbiamo scelto il consulente del lavoro per le buste paga, ho scelto quello che lavorava per altri gruppi. Non lo conosco, l'ho visto forse due volte nella mia vita”.
“Negli anni in cui sono stata capo dei diversi gruppi - ha puntualizzato - non ho mai usufruito del 10% che spetta ai capigruppo. E ho speso solo poco più di cinquemila euro per la rappresentanza”.
 
“Sono stati contestati i regali del gruppo a un dipendente dell'Udc che si sposava. Come ho spiegato ai pm, se si va a controllare c'è anche un regalo personale perché io ero invitata”.
 
“Sicuramente se non ci fosse stata questa inchiesta - ha spiegato - avrei regalato a Natale scorso una cassetta di vino, a spese del Comune, all'assessore Dario Cartabellotta per il suo impegno per Marsala Città europea del vino. Avrei ovviamente potuto farlo anche a spese mie, vi assicuro che me lo posso permettere, ma non avrebbe avuto senso, non sarebbe stato opportuno”.
Adamo ha inoltre assicurato che i 2.500 euro per una cena che le vengono contestati sono le spese per un rinfresco in concomitanza con la nascita del gruppo.

“Non ho preso soldi per campagne elettorali - ha spiegato - come hanno fatto altri miei colleghi, cosa comunque lecita perché sono i membri del gruppo che organizzano o partecipano a determinati eventi. Del resto se non possono essere fatti convegni politici, a che servono questi soldi? Devono essere utilizzati per le mutande colorate?”.
 
Nella contabilità del gruppo gli inquirenti hanno trovato anche una coppa d'argento che venne regalato per le nozze del figlio dell'ex assessore Nino Strano. “Era un regalo del gruppo - ha spiegato - Se non si vuole che siano spesi quei soldi, nemmeno per l'attività politica, allora non dateli. Io li ho sempre amministrati bene”.
 

Articolo pubblicato il 14 febbraio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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