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Catania - Biblioteche riunite: niente fondi e libri a rischio di pignoramento
di Angela Marina Strano

Civica e Ursino Recupero, difficile mantenere attiva la struttura che ospita 2300 volumi. Tre anni senza contributi. La direttrice Carbonaro: “Stancanelli si è impegnato”

Tags: Catania, Biblioteca



CATANIA - Arriviamo al nostro appuntamento e, all’ingresso della biblioteca Ursino Recupero, alla signora che apre la porta al pubblico, chiediamo della direttrice: “Sono io!” - ci risponde. Si intuisce subito che Rita Angela Carbonaro svolge, all’interno della biblioteca, anche i lavori che non le competono, seppur con dedizione. Perché?
Le Biblioteche Riunite Civica e Ursino Recupero da tre anni attendono il contributo che il Comune di Catania dovrebbe versare. La mancanza di fondi crea seri problemi alla gestione della biblioteca che si trova all’interno dell’ex monastero dei Benedettini, oggi sede universitaria. La biblioteca, attualmente, ospita 2300 volumi, alcuni rari e preziosi.

A causa delle inadempienze comunali, il debito ammonta a circa un milione di euro, la situazione si è aggravata e la direttrice è stata costretta a chiudere il locale nell’orario pomeridiano del mercoledì, poiché sprovvista di personale. In quest’ultimo anno, infatti, gli studenti che non possono consultare i libri negli orari d’apertura diurni, hanno trovato le porte chiuse il pomeriggio.
Bisogna aggiungere il problema degli stipendi arretrati, compresi quelli della direttrice Carbonaro, dell’esiguo numero di personale e le liquidazioni non pagate agli ex dipendenti congedati poiché raggiunti i limiti d’età, che dopo tre anni d’attesa, anno presentato decreto ingiuntivo per ricevere gli arretrati.

La situazione rischia di precipitare e i libri potrebbero essere a rischio pignoramento, ma ciò nonostante i servizi della biblioteca sono assicurati agli studenti e non, grazie alla forza di volontà della Carbonaro che non si perde d’animo e gestisce, oltre all’apertura e la chiusura, anche l’accoglienza in sala e tutta l’amministrazione.

Una delle proposte per risanare il debito è stata quella di vendere il locale sito in via Gallo, di proprietà della biblioteca e affittato, attualmente, alla facoltà di Giurisprudenza per l’irrisoria cifra di 500 euro mensili. Ma la direttrice si oppone, poiché intende preservare il bene che è un dono del Barone Ursino Recupero. La Biblioteca, dal 1929 si è costituita giuridicamente come ente morale, che il Comune di Catania ha l’obbligo di mantenere con un contributo annuale stabilito secondo le necessità.
Sulla situazione dei conti e dei dipendenti, la direttrice entra nel dettaglio rispondendo ad alcune domande precise.
Qual è la situazione economica attuale?
“Ci sono dei miglioramenti, infatti il sindaco Stancanelli si è impegnato a far avere alla biblioteca la cifra dovuta. È un momento difficile, ma lo supereremo, poiché sia il sindaco che il comune hanno la voglia di non far chiudere la biblioteca. Siamo uniti nel bisogno”.
 
Che notizie può darci sul personale?
“È scarso. Abbiamo bisogno di dipendenti. Al momento siamo solo in 2, con in più gli stagisti della facoltà di Lettere. Ho necessità di almeno 2 persone ancora che si possano occupare dell’apertura e della chiusura, della quale attualmente mi occupo in prima persona e con grande fatica, e poi dell’accoglienza in sala. Se la situazione continuerà così, sarò costretta a chiudere una mattina della settimana per permettere l’apertura di un pomeriggio e dare la possibilità di usufruire dei libri a chi non può negli orari mattutini. Inoltre, c’è il problema dei dipendenti che non ricevono lo stipendio, anche se sembra che qualcosa si stia muovendo. Ho ricevuto proprio ieri lo stipendio arretrato di gennaio-marzo, ma ancora manca il trimestre da aprile ad oggi. Mi spezza il cuore pensare che i dipendenti in pensione che hanno lavorato per anni, non possano ricevere la liquidazione”.

Ci sono progetti per mantenere attiva la biblioteca?
“Sì. Insieme al sindaco Stancanelli si sta avviando una programmazione di eventi, quali mostre, congressi e visite guidate a pagamento. Il costo della visita sarà di 3 euro a persona, 2 euro per gli studenti che esibiranno il libretto. Io non ho perso la speranza, usciremo da questa crisi e la biblioteca non chiuderà, anzi sogno di poter aprire anche di notte, affinché i libri restino sempre a disposizione di tutti. La biblioteca non ha mai avuto un calo di immagine e siamo apprezzati anche all’estero”.

Articolo pubblicato il 23 settembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Rita Angela Carbonaro, direttrice Biblioteche Riunite Civica e Ursino Recupero (ams)
Rita Angela Carbonaro, direttrice Biblioteche Riunite Civica e Ursino Recupero (ams)
La direttrice Carbonaro nella sala “Vaccarini” (ams)
La direttrice Carbonaro nella sala “Vaccarini” (ams)