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Docenti di sostegno 2013-14, in Sicilia 528 le assunzioni
di Michele Giuliano

Il Miur immette in servizio nuovi insegnanti ma sono pochi per le reali esigenze del territorio. Anief: “In Italia i concorsi pubblici non servono, subito ricorso alla Corte Europea”

Tags: Miur, Anief



PALERMO - In Sicilia saranno assunti 528 insegnanti di sostegno. La cifra è stata ufficializzata con una nota del ministero dell'Istruzione. Complessivamente in tutta Italia l'assunzione a tempo indeterminato riguarda 4.447 docenti di sostegno per l'anno scolastico in corso.

Viale Trastevere specifica che si tratta “di posti aggiuntivi che non si sommano a quelli attualmente vacanti, residuati dopo le precedenti immissioni in ruolo, che confluiranno nel prossimo piano triennale di immissioni in ruolo”. Alla nota ministeriale sono allegate una serie di tabelle che riportano, per ciascuna provincia, la ripartizione dei posti, la cui entità è stata determinata in proporzione all'organico di diritto. A farla da padrone la Regione Lombardia (con 830 immissioni), segue per l’appunto la Sicilia (528), l'Emilia Romagna (446), il Lazio (430) e il Veneto (420).

Già l’Anief aveva anticipato il numero delle assunzioni nelle scuole siciliane azzeccando la previsione. Secondo l’associazione professionale e sindacale dei docenti le 528 immissioni in ruolo sono un’inezia in confronto a quelle disposte a livello nazionale. L’attacco al ministero è frontale perché reo di avere promesso per quest’anno le nuove assunzioni in cambio del via libera ad un piano di tagli dello scorso anno. Adesso, però, non avrebbe mantenuto i patti tagliando anche sui nuovi ingressi in ruolo. E nella generale vertenza nazionale si inserisce quella siciliana. La scuola nell’isola potrà contare solo sul 5 per cento delle assunzioni fatte nel Paese e fronte di un numero di alunni che sono pari circa al 10 per cento dei giovani che studiano nello stivale.

In pratica la Sicilia verrebbe discriminata con un numero di assunzioni pari a circa la metà del dovuto. Un problema reso ancor più grave dalla vicenda dell’abolizione delle province che rischia di far piombare nel caos i licei provinciali e dunque di causare il taglio dei posti di lavoro dei precari di quegli istituti facendo confluire nei ruoli statali gli insegnanti di ruolo.

L’Anief ha già annunciato ricorso alla Corte di Giustizia europea: “Speravamo di non doverci stupire più di nulla – dice Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario organizzativo Confedir – ma stavolta il teatrino messo su dal ministero dell’Istruzione ha dell’incredibile: prima mette i posti a concorso, poi realizza delle lunghe e dure selezioni, ma alla fine premia solo una parte dei vincitori perché nel frattempo i posti non ci sono più. È un’ingiustizia, perché i posti vacanti solo per i docenti sono almeno 50 mila e ogni anno vengono assegnate 100 mila supplenze annuali. Vorrà dire che anche il superamento di questa situazione kafkiana, di un Paese che bandisce un concorso pubblico lasciando i vincitori per strada, passerà per la decisione della Corte di Giustizia europea, che dovrà decidere sulla compatibilità delle deroghe adottate in Italia con la direttiva comunitaria sulle assunzioni del personale precario”. La questione quindi è ancora aperta.
 

 
L’approfondimento. Resta aperta anche la vertenza giudiziaria
 
Un insegnante di sostegno per ogni bambino disabile nelle scuole. Il Tar di Palermo torna sull’argomento della carenza di docenti di sostegno nelle scuole dell’obbligo, dopo l’ennesimo ricorso presentato da diverse famiglie del comprensorio partinicese, confermando che negli organici deve essere rispettato il rapporto di un docente ogni bambino disabile. Ma c’è una svolta nelle ultime sei sentenze emesse dal tribunale amministrativo presentate da altrettante famiglie di Partinico, Borgetto e Montelepre: a loro è stato riconosciuto un indennizzo di mille euro per ogni mese di ritardo nell’attivazione dell’insegnante di sostegno in via esclusiva. Inoltre, sempre i giudici amministrativi, hanno disposto che tale trattamento dovrà essere garantito anche negli anni scolastici prossimi. “In questo modo – afferma l’avvocato Antonio Scianna, che ha assistito nel ricorso le sei famiglie – viene a mutare anche il precedente indirizzo giurisprudenziale”. “Ne deriva la fondatezza del disagio – si legge sempre nelle sentenze del tribunale – e il conseguente riconoscimento all’insegnante di sostegno secondo il rapporto 1/1 con condanna dell’amministrazione a garantire il servizio”.

Articolo pubblicato il 20 febbraio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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