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Catania - Sud Est, un gigantesco "consorzio" tenuto a battesimo da Napolitano
di Melania Tanteri

La visita del Presidente della Repubblica si è aperta con il rilancio economico del territorio. Tre province accomunate da storia e vocazioni insieme in un unico Distretto

Tags: Giorgio Napolitano



CATANIA- Si aspettava da 14 anni la visita ufficiale del Capo dello Stato, un’attesa interrotta dall’arrivo del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che è stato a Catania martedì e mercoledì. Un evento vero e proprio, che ha comportato un’organizzazione faraonica: il presidente ha infatti effettuato un vero e proprio tour della città: nella mattinata di mercoledì è stato al Comune e in Cattedrale, nel pomeriggio all’Università e alla zona industriale. A Palazzo degli Elefanti, Napolitano non ha preso la parola, ma ha assistito alla firma dell’Istituzione del Distretto del Sud Est, la nuova realtà territoriale voluta fortemente dal sindaco Bianco per mettere in connessione tre province (Catania, Siracusa e Ragusa) accomunate dalla stessa storia e dalla stessa vocazione, puntando a farle crescere in termini economici e di attrattività.

“La città ha bisogno di ritrovare l'orgoglio – ha esordito Bianco. La fondazione del Distretto del Sud Est – ha proseguito - è uno sprone a non lamentarci a costruire il nostro futuro. La sua presenza qui – prosegue - conferisce al Distretto un particolare valore. L’organismo a cui vogliamo dare vita – sottolinea – vuole essere uno strumento per creare ricchezza: sarà senza consiglio di amministrazione, non assumerà, non avrà sedi, ma servirà a integrare i territori in base alla vocazione e superi i confini amministrativi”.

Sulla questione si è soffermato anche il deputato regionale Marco Forzese definendo il Distretto “un asse di sviluppo che potrà portare a questi territori lavoro e risorse finanziarie e strutturali”. Tanti i temi che lo caratterizzeranno: cultura, sviluppo, ambiente. “Uno dei temi sui quali punteremo sarà sicuramente quello dei Beni culturali e ambientali” – ha proseguito il primo cittadino, non dimenticando di affrontare il discorso legato al rischio sismico e alla legalità. “Non c'è sviluppo senza legalità – ha continuato – e a Catania lo Stato ha schierato il meglio”. Un grazie va alla magistratura, alla polizia e ai carabinieri”. A prendere la parola dopo il primo cittadino il vicepresidente di Confindustria, Ivan Lo Bello, il presidente dell'Anas, Pietro Ciucci, Pasquale Pistorio, presidente onorario di Stm e dirigente dell’agenzia per lo sviluppo economico di Catania, Vulcano, ognuno dei quali ha prospettato al Capo dello Stato le iniziative per il rilancio economico della Sicilia.

Non sono poi mancate le proteste nei confronti del Capo dello Stato, accusato di favorire l’Austerity. In piazza sono scesi i rappresentanti di Catania bene Comune e Movimento 5 Stelle, ma anche una nutrita rappresentanza dei lavoratori coinvolti nelle vertenze più delicate del momento: quella che riguarda la Micron e quella relativa ai licenziati della Katane Handling. In piazza Duomo, inoltre, anche una nutrita rappresentanza dei dipendenti del Teatro Massimo Bellini di Catania, che hanno chiesto solidarietà a Napolitano. Non appena il Presidente è uscito da Palazzo degli Elefanti, infatti, i componenti della Corale del teatro hanno intonato Fratelli d'Italia e il Va' pensiero per manifestare le loro preoccupazioni, legate al futuro occupazionale.

Articolo pubblicato il 27 febbraio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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