Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

Nello Musumeci sulla riforma delle Province: una legge incostituzionale
di Redazione

Contro il ddl del Governo si scagliano Forza Italia e le liste che le gravitano attorno. Totò Cordaro (Pid) non ha dubbi: "Pressoché certa l'impugnativa del Commissario dello Stato"

Tags: Province, Nello Musumeci, Liberi Consorzi Dei Comuni, Comuni, Crocetta, Assemblea Regionale, Sicilia



Di fatto l'unica voce fuori dal coro contro l'approvazione dell'intero articolato della riforma governativa è quella dei deputati regionali di Forza Italia e delle liste che gli gravitano intorno, come il Pid e la Lista Musumeci. “Oggi si è consumato in aula il penultimo atto di una vicenda legislativa schizofrenica e irragionevole. La finta soppressione delle Province è solo una trovata, inventata per la politica-spettacolo, che serve a Crocetta per fargli dire: come vedete, facciamo sul serio la rivoluzione”. Lo dice Nello Musumeci, dopo il voto d'aula di oggi dell'articolato sulla riforma delle Province e la istituzione delle città metropolitane.
 
“Una legge incostituzionale, inapplicabile, che toglie il diritto al voto a quattro milioni di siciliani e che rischia di condannare i comuni alla paralisi ed al collasso finanziario - aggiunge - Vedremo in aula martedì, a scrutinio palese nominale, quanti deputati sapranno assumersi la responsabilità di far passare questo mostro giuridico”.
 
Anche Totò Cordaro, del Pid-Cantiere Popolare- Grande Sud, è d'accordo con il presidente della commissione Antimafia. "Il pasticcio è fatto. Adesso attendiamo di vedere come il presidente dell'Assemblea riuscirà a riordinare, attraverso gli uffici, le decine di contraddizioni normative e logico-giuridiche esistenti nel testo sin qui esitato".
 
"Al governo regionale diciamo, pertanto, che qualsiasi trionfalismo di oggi potrebbe trasformarsi in una disfatta domani - prosegue - E ciò perché, intanto, la legge deve essere ancora approvata. Ma soprattutto in ragione di una pressoché certa impugnativa da parte del Commissario dello Stato. La sostanza per noi non cambia: è una aberrazione giuridica e il nostro voto sarà comunque contrario".
 
 

Articolo pubblicato il 06 marzo 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus