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No alla vendita online di medicine soggette a prescrizione medica
di Emiliano Zappalà

L’Antitrust ha comminato una multa di 500.000 € a due società

Tags: Antitrust



CATANIA - Le pratiche illecite messe in atto nella vendita di prodotti on line si stanno ormai moltiplicando in maniera inarrestabile. Durissimo e fondamentale il lavoro dell’Antitrust nel tentare di tenerle sotto controllo e, in alcuni casi, di debellarle.
 
Nei giorni scorsi l’Autorità ha comminato sanzioni per 500 mila euro complessivi a due società e ad un’impresa individuale che avevano promosso l’illecito acquisto sul web di prodotti soggetti a prescrizione medica. A oggi in Italia la vendita on line di tutti i medicinali non è ammessa. La legge infatti impone sempre la necessaria intermediazione fisica di un farmacista e, nel caso di alcuni farmaci, la previa prescrizione medica. Il provvedimento è stato adottato in seguito al un procedimento avviato per una segnalazione congiunta effettuata dal Tavolo tecnico sulle farmacie illegali composto da AIFA, Nas, ministero per lo Sviluppo economico e ministero della Salute e in seguito ad alcune denunce giunte alla Guardia di Finanza.

Punito in particolare un sito, www.anagen.net che faceva da ponte verso i siti britannici e verso il sito Webpharmacy che commercializzavano farmaci generici soggetti a prescrizione medica. Tutti i portali oggetto di istruttoria sembravano indurre il consumatore italiano a ritenere lecito, contrariamente al vero, l’acquisto di farmaci on line. Sempre nella prospettiva di veicolare l’idea del possibile acquisto di farmaci on line Hexpress aveva anche effettuato, qualche tempo fa, una campagna stampa intitolata “La tua farmacia on line” su quotidiani di tiratura nazionale proprio al fine di promuovere la propria attività. Il tutto chiaramente al di fuori delle regole e delle norme.

Secondo l’Antitrust, la vendita on line di farmaci soggetti a prescrizione medica espone a gravi rischi per la salute un numero potenzialmente crescente di consumatori, indotti ad acquistare farmaci, principalmente quelli per le disfunzioni sessuali, la cui assunzione andrebbe regolata dagli specialisti, senza invece alcun controllo medico. Inoltre, ai farmaci inviati ai consumatori italiani veniva allegato un foglietto illustrativo, in cui erano riportate in lingua inglese tutte le controindicazioni, posologia e effetti collaterali; anche questo in netto contrasto con l’obbligo, vigente in Italia, di vendere al pubblico farmaci recanti queste informazioni in lingua italiana.

I pericoli sul web, per i consumatori, non finiscono mai. Però in alcuni casi, soprattutto quando si tratta di farmaci o prodotti che hanno a che vedere con la salute, un minimo di cautela, da parte degli acquirenti, sarebbe necessaria, se non imprescindibile. Come si dice, fidarsi è bene, non fidarsi è meglio.

Articolo pubblicato il 13 marzo 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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