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Cosa prevede il Piano casa del Governo
di Redazione

Accanto alle misure annunciate da Matteo Renzi, il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge per l'emergenza abitativa. Tre gli obiettivi: sostegno all'affitto a canone concordato, ampliamento dell'offerta di alloggi popolari e sviluppo dell'edilizia residenziale sociale

Tags: Renzact, Matteo Renzi, Lavoro, Svoltabuona, La Svolta Buona, Palazzo Chigi, Maurizio Lupi, Piano Casa



Nelle misure presentate il 12 marzo 2014, bisogna includere anche il Piano casa messo a punto dal ministro dei trasporti e delle infrastrutture, Maurizio Lupi. La misura prevede lo sblocco di oltre 1,7 miliardi di euro per far fronte all’emergenza abitativa. Il ministro Lupi punta a tre obiettivi: sostegno all’affitto a canone concordato; ampliamento dell'offerta di alloggi popolari; lo sviluppo dell'edilizia residenziale sociale.
 
Il provvedimento prevede - per favorire l'immissione sul mercato degli alloggi sfitti – la riduzione dal 15 al 10%, per il quadriennio 2014-2017, dell'aliquota della cedolare secca di cui si potrà usufruire anche in caso di abitazioni date in locazione a cooperative o a enti senza scopo di lucro, purché sublocate a studenti con rinuncia all'aggiornamento del canone di locazione o assegnazione.
 
Per attenuare le tensioni sul mercato delle locazioni (2,5 milioni di famiglie in affitto pagano un canone superiore al 40% del loro reddito) la norma stabilisce che le risorse del Fondo affitto siano destinate anche alla creazione di strumenti a livello comunale (ad es. Agenzie locali) che svolgano una funzione di garanzia terza fra proprietario e affittuario: per i mancati pagamenti del canone, per eventuali danni all'alloggio.

Si prevede, ancora, un Piano di recupero di immobili e alloggi di Edilizia residenziale pubblica (ex Iacp) che beneficerà dello stanziamento di 400 milioni di euro con il quale finanziare la ristrutturazione con adeguamento energetico, impiantistico e antisismico di 12.000 alloggi.
 
Inoltre viene previsto un ulteriore finanziamento di 67,9 milioni di euro per recuperare ulteriori 2.300 alloggi destinati alle categorie sociali disagiate (reddito annuo lordo complessivo familiare inferiore a 27.000 euro, nucleo familiare con persone ultrasessantacinquenni, malati terminali o portatori di handicap con invalidità superiore al 66 per cento, figli fiscalmente a carico e che risultino soggetti a procedure esecutive di rilascio per finita locazione).
 
Il decreto del ministro Lupi mira anche ad agevolare l'acquisto degli alloggi ex IACP da parte degli inquilini. “L'obiettivo - continua il comunicato - è incrementare l'offerta di alloggi sociali anche attraverso attività di recupero, manutenzione e gestione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica senza consumo di nuovo suolo. Viene così prevista la conclusione di accordi con regioni ed enti locali per favorire l'acquisto degli alloggi ex IACP da parte degli inquilini e destinare il ricavato al recupero alla realizzazione di nuovi alloggi.
 
Per favorire l'acquisto degli alloggi da parte degli inquilini è prevista la costituzione di un Fondo destinato alla concessione di contributi in conto interessi su finanziamenti per l'acquisto degli alloggi ex IACP, che avrà una dotazione massima per ciascun anno dal 2015 al 2020 di 18,9 milioni di euro per un totale di 113,4 milioni.
 
Si prevede che per gli anni 2014, 2015 e 2016 ai soggetti titolari di contratti di locazione di alloggi sociali adibiti a propria abitazione principale spetta una detrazione complessivamente pari a: 900 euro, se il reddito complessivo non supera i 15.493,71 euro; 450 euro, se il reddito complessivo supera i 15.493,71 euro ma non supera i 30.987,41 euro.
 
Il decreto, ancora, prevede più rigore nei confronti di chi occupa abusivamente un immobile che non potrà chiedere né la residenza, né l'allacciamento ai pubblici servizi. Una norma che mira al ripristino delle situazioni di legalità che l'attuale quadro normativo non riesce a garantire.
 
La spesa, infine, per l'acquisto di mobili a seguito di ristrutturazione, su cui sono previste detrazioni Irpef potrà essere superiore a quella per la ristrutturazione stessa. Il tetto massimo per la spesa complessiva resta a 10mila euro.
 

Articolo pubblicato il 13 marzo 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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