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Quotidiano di Sicilia

Catania - Illuminare l’Anfiteatro? Il progetto ancora al buio
di 'U Diotru

• La Fondazione “Etica e Valori Marilù Tregua” disponibile a sponsorizzare la valorizzazione del sito • Un contributo di 20 mila € per illuminazione, videosorveglianza e manutenzione e 5 mila € per il concorso di idee • Il dirigente regionale Gelardi apprezza l’iniziativa ma sostiene che la targa dello sponsor debba avere le misere dimensioni di cm. 30x30 • Non esistono leggi in materia: la Pa deve dialogare con gli sponsor. Oppure agisca da sola, ma agisca

Tags: Catania, Anfiteatro



CATANIA - L’idea era (ma suvvia, lo è ancora) quella di aprire al pubblico il meraviglioso Anfiteatro romano di piazza Stesicoro anche nelle ore notturne. La Fondazione “Etica e Valori Marilù Tregua” si è resa disponibile a sponsorizzare l’intervento necessario, mettendo a disposizione 20 mila € per illuminazione, videosorveglianza, manutenzione del prezioso sito archeologico e 5 mila € per un concorso di idee per la risistemazione complessiva della piazza. Un’azione di mecenatismo, caldeggiata dalla Legge 35/12, di cui abbiamo dato notizia più volte sul nostro giornale.
Tuttavia, saltata l’occasione dello scorso Natale, rischia di saltare anche un’eventuale “inaugurazione” per Pasqua, visto che la burocrazia sta rallentando e intasando un percorso che dovrebbe essere limpido e scorrevole.

Il 12 marzo, il dirigente generale dell’assessorato regionale ai Beni culturali, Sergio Gelardi, conferma “il più ampio apprezzamento e gradimento per la proposta” di valorizzazione dell’Anfiteatro, aggiungendo però che per quanto riguarda “la modalità della targa da apporre nel sito a memoria del conferimento da parte della Fondazione di 25.000 €, non può che farsi riferimento al parere tecnico della Soprintendenza che, in riscontro alla richiesta della Fondazione di collocare una targa di m. 0,50 per 2,50, con le insegne della Fondazione e del Quotidiano di Sicilia, ha espresso avviso contrario per le dimensioni dell’insegna permanente. In ragione delle considerazioni a tutela del bene culturale, quella modalità proposta non può trovare accoglimento”. In sintesi, l’intervento da 25 mila € potrebbe essere bloccato a causa delle dimensioni della targa da apporre all’ingresso dell’Anfiteatro, ritenuta non idonea. “Si ribadisce piena disponibilità a concordare la collocazione di una targa esplicativa permamente di dimensioni cm. 30x30, quale riconoscimento della sponsorizzazione”, specifica Gelardi.

Dopo la cronaca, qualche considerazione. L’assessorato regionale e il Parco archeologico, che gestiscono il sito, hanno ogni libertà di aprire al pubblico, in notturna, l’Anfiteatro anche senza l’apporto finanziario della Fondazione. Però, se la Regione non ha i soldi per agire, accetti di rendere merito a chi paga, in questo caso la Fondazione, che non desidera ricevere null’altro in cambio, se non la comunicazione al pubblico di quanto operato, attraverso un pannello di evidenti e opportune dimensioni. E in questo senso non c’è legge che stabilisca le dimensioni, la forma, l’illuminazione della targa dello sponsor.

Piuttosto, la legge esistente, prima richiamata (L. 35/2012), indirizza con chiarezza la pubblica amministrazione a cercare, ed entro certi limiti soddisfare, le richieste dello sponsor, pur di rendere fruibili i beni culturali.
Riteniamo quindi che la richiesta di un pannello che illustri di chi sia il merito dell’intervento di valorizzazione sia quantomeno doveroso e che una targa di cm. 30x30 sia estremamente riduttiva.
Ci auguriamo che da parte del dirigente generale Gelardi possa esserci un ripensamento e si dialoghi in un’ottica di stretta collaborazione con la Fondazione, affinché non possa una questione marginale, come quella della targa, penalizzare la possibilità, per cittadini e turisti, di godere di un così importante bene culturale.

Articolo pubblicato il 19 marzo 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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