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Catania - Salvare la storica Sala Vaccarini, il riscatto della “Ursino-Recupero”
di Desirée Miranda

Volta, pareti, scaffalature lignee, opere d’arte e pavimentazione saranno restaurati in due anni. Un importante finanziamento Ue di 2 mln € per la Biblioteca dopo i guai finanziari

Tags: Catania, Biblioteca Ursino Recupero, Rita Carbonaro



CATANIA - È appena stato consegnato il cantiere e ci vorranno circa due anni prima che la Sala Vaccarini, progettata dal celebre architetto catanese e inaugurata nel 1773, torni ad essere fruibile. Dopo anni di attesa è infatti tutto pronto perché il restauro della sala nella Biblioteca Ursino Recupero, ospitata all’interno dell’ex monastero dei Benedettini in piazza Dante, possa finalmente cominciare. Un progetto importante che la direttrice della biblioteca, Rita Carbonaro, attendeva da tempo, ma che comunque non impedirà agli amanti della lettura e ai ricercatori di usufruire degli altri spazi. “Solo la sala Vaccarini sarà inutilizzabile, tutto il resto della biblioteca è aperto come sempre”, specifica.

I lavori partiranno a giorni, la zona è già stata consegnata alla ditta e si sta provvedendo a togliere tutti i libri da conservare in scatoloni e che prima di essere riposti sugli scaffali, alla fine del lavoro di restauro, saranno tutti spolverati. La direttrice Carbonaro sta comunque facendo una cernita, perché almeno alcuni di questi possano comunque essere utilizzati. “Alcuni libri sono in copia unica in città, li abbiamo solo noi, mentre altri sono spesso richiesti e non possiamo non farli trovare ai nostri appassionati”, afferma.

Il progetto è di responsabilità della Soprintendenza ai Beni culturali etnea, prevede una spesa complessiva di un milione 798 mila 600 euro finanziata con i fondi europei Po-Fesr per il periodo 2007/2013 e sarà portato a termine dalla ditta acese Cristaudo Angelo che ha vinto la gara (aggiudicata ad ottobre), su una schiera di 66 aziende ammesse. In particolare l’importo dei lavori è di un milione 191 mila 590,23 euro, di cui a base d'asta un milione 168 mila 605,75 euro al netto degli oneri di sicurezza.

Tanti e particolari sono i lavori di restauro che riguardano la Sala Vaccarini: dalle opere di protezione del pavimento al restauro dell’apparato artistico e decorativo della volta e delle pareti della sala, dal recupero della scaffalatura lignea, delle opere d’arte mobili e della pavimentazione in ceramica alla realizzazione di nuovi infissi e il restauro degli esistenti. Interventi delicati, data l’importanza e la storia del luogo, tanto che i lavoratori impegnati, oltre al recupero di alcuni particolari, dovranno porre attenzione a non danneggiare ciò che si conserva ancora in buono stato. Per l’allestimento del cantiere sono dunque previste opere di protezione del pavimento e la realizzazione di ponteggi di servizio per poi procedere ad intervenire e quindi ravvivare affreschi, stucchi, superfici intonacate e scialbate della volta e delle pareti della Sala. Non solo. Da restaurare anche la scaffalatura lignea in tutte le sue componenti: ossatura, superficie corticale di pregio, fondi e mensole, oltre al restauro di opere d’arte mobili, della pavimentazione in ceramica e alla sistemazione degli infissi.

“Sono molto felice, non vedo l’ora che inizino e soprattutto che finiscano per rivedere l’antico splendore di questa Sala donataci da Vaccarini”, afferma la direttrice Rita Carbonaro che ammette di stare pensando a qualcosa all’avanguardia per Catania per seguire il restauro. I due anni della sua durata sono molti, infatti, così la direttrice ha pensato di permettere, attraverso un monitor, di seguire i lavori. “Sarebbe bellissimo, Catania come New York o Parigi, ma non è detto. Finché non mi danno la certezza di avere il monitor a disposizione non posso annunciare nulla. Tra il dire e il fare non sempre c’è corrispondenza. Diciamo solo che sarebbe bello, che sto cercando il modo di farlo e che daremo conferma o smentita all’avvio reale del cantiere”, conclude.

Articolo pubblicato il 28 marzo 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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