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Palermo - Scarsa igiene e troppe irregolarità. I Mercati generali da terzo mondo
di Gaspare Ingargiola

All’amministrazione Orlando il difficile compito di mettere ordine dopo anni di controlli inesistenti. Dopo un recente sopralluogo, duri commenti della prima Commissione consiliare

Tags: Palermo, Mercati Generali



PALERMO – Il tempo passa ma la situazione ai Mercati generali di Palermo rimane esplosiva. Pessime condizioni igienico-sanitarie, un via vai continuo e incontrollato di persone non autorizzate, abusivismo, impianti di sicurezza assenti o malfunzionanti, strutture fatiscenti, intimidazioni ai danni di dirigenti comunali. Senza contare che sul mercato ortofrutticolo pende l’ombra di un’inchiesta giudiziaria per fatti di mafia.

Ma procediamo con ordine. Il 27 gennaio il Comune nomina Alfonsa Arena quale dirigente al Servizio Mercati. La Arena inizia a segnalare le irregolarità e chiede la chiusura dei mercati in attesa di interventi urgenti. Poco tempo dopo la dirigente, che nel frattempo ha subito una sanzione disciplinare, e il funzionario Salvatore Mantegna si ritrovano con le gomme delle loro auto squarciate. La prima Commissione consiliare agli Affari generali convoca in audizione la Arena e quel che viene fuori è un quadro di illegalità diffusa che non è certo una novità. Pur non avendo la delega sui Mercati, la commissione decide così di organizzare un’ispezione all’ortofrutticolo: “È stata un’esperienza allucinante - racconta il consigliere del Pd Luigi Sanlorenzo, componente della Commissione – poiché già entrando si capisce che qualcosa non va. Nonostante la presenza di più ingressi, che danno accesso a un ampio parcheggio, tutti preferiscono l’entrata principale di via Montepellegrino generando un traffico caotico sia fuori sia dentro la struttura, con tubi di scappamento accesi di continuo a due passi dalla frutta e dalla verdura esposte in strada invece che negli stand”.

“Ma le cose più tremende che abbiamo trovato – ha aggiunto Sanlorenzo - sono l’assenza di un presidio fisso e di uno mobile dei vigili urbani, la mancanza di controlli all’ingresso, perché di fatto il portinaio non ha titolo per chiedere tesserini di riconoscimento, e una condizione dei bagni da terzo mondo con un muretto a fianco che presumiamo funga da luogo di decenza. Si parla di condizioni igienico-sanitarie indescrivibili, di locali fatiscenti con il ferro a vista che lasciano più di un dubbio sulla loro agibilità, vie di fuga ostruite dalle cassette della frutta e piene di buche, perfino venditori abusivi di pane e panelle o di magliette e cappellini. Un vero suk: dovrebbero andarci i Nas”.

Anche un’altra componente della Commissione, Nadia Spallitta, vice presidente del Consiglio in quota Movimento 139, denuncia le radicate criticità nell’area di via Montepellegrino: “Una situazione terribile, servono interventi tempestivi. Le cose più gravi sono l’assenza di servizi igienico-sanitari adeguati e di forme di controllo. L’impianto antincendio non è attivo e abbiamo dubbi anche sull’impianto fognario. Abbiamo visto soggetti che vendevano gelati e bibite fuori da ogni autorizzazione. E non c’era neanche il personale con le qualifiche necessarie per svolgere le attività indispensabili per un buon funzionamento del mercato. Il collega Sanlorenzo ha sollecitato una commissione d’inchiesta, idea che appoggio in pieno. Inoltre lavoreremo a un emendamento per accedere a un finanziamento triennale di 9 milioni di euro della Regione per interventi sulla sicurezza”.

Le cose non vanno meglio al mercato ittico: manca un frigorifero funzionante e il pesce viene conservato direttamente nei camion frigoriferi, senza dimenticare che per anni sono mancati i contatori di luce e acqua e il Comune è stato costretto a pagare le bollette di tasca propria invece che farle pagare ai concessionari, mentre i servizi interni e la gestione dei parcheggi sono lasciati all’iniziativa personale.

Già l’anno scorso la capo area di Attività produttive, Maria Mandalà, aveva denunciato tutto e l’amministrazione aveva emanato alcune disposizioni, ora ci riprova partendo dall’ittico: il sindaco Leoluca Orlando e l’assessore Marco Di Marco hanno ordinato l’installazione della videosorveglianza sia interna sia ai varchi d’accesso, l’identificazione dei soggetti attraverso un pass di riconoscimento, una presenza più stabile dei vigili urbani e la completa sostituzione del personale addetto ai servizi di portierato, custodia e vigilanza.
Si spera che tali provvedimenti possano contribuire a migliorare una situazione che sembra sempre più delicata.

Articolo pubblicato il 30 marzo 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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