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Quotidiano di Sicilia

Turismo in rete, prove tecniche in Sicilia
di Michele Giuliano

Regione, società aeroportuali, consorzi e imprenditori programmano la destagionalizzazione per rilanciare il settore. Molti aeroporti ora credono nei collegamenti con città straniere anche in scali secondari

Tags: Turismo, Aeroporto, Gesap, Volotea, Airone



PALERMO - Fare rete per garantire un’offerta integrata del turismo in Sicilia e soprattutto per puntare sulla destagionalizzazione. Tutti d’accordo su questa esigenza nel corso del 21esimo appuntamento di “Martedìturismo” a Palermo, a cui si sono trovati associazioni di categoria, consorzi, società aeroportuali e operatori del settore.

Si vuole lavorare sul fronte di agire in maniera compatta come filiera: compagnie aeree, e non solo low cost, gruppi turistici integrati, consorzi, aeroporti, destination management company e anche la Regione hanno concordato sulla bontà della destinazioni come meta perfetta per una programmazione annuale, che va oltre la stagionalità vacanziera italiana. E’ stata una sorta di impegno che vuole mirare alla qualità ma che ha bisogno inevitabilmente del supporto economico pubblico: proprio alla Regione è stato chiesto di superare le mentalità del passato quando progettualità turistiche trovavano finanziamenti solo per logica clientelistica.
 
“Abbiamo aperto il volo Strasburgo-Palermo già ad aprile, promuovendolo con un’azione congiunta insieme a Federalberghi Sicilia durante un evento nell’aeroporto francese” ha spiegato Valeria Rebasti, commercial country manager Volotea. I risultati non si sono fatti attendere: “In poche ore sono arrivate le prime prenotazioni – ha rilanciato Nicolò Farruggio, presidente Federalberghi Palermo –. Adesso bisogna lavorare sui servizi del territorio: dobbiamo ricordarci che non tutti i turisti stranieri vogliono spendere poco”.
 
Anche il Consorzio Pantelleria Island ha in cantiere un progetto di volo da Monaco di Baviera in attesa di decollare da due anni e il direttore commerciale Fabio Casano chiede espressamente il supporto promozionale alle istituzioni: “E’ necessario fare un passo in più – ha precisato - non solo attivare il collegamento ma fare comunicazione sul territorio”. Punto di forza per la Sicilia è sicuramente l’aeroporto di Palermo. Nello scalo palermitano il 2013 si è chiuso con 4,3 milioni di passeggeri.
 
La Gesap, la società che gestisce l’aeroporto di Palermo, vive quest’anno un boom di servizi aerei di cui mette in evidenza l’innalzamento della qualità dei collegamenti: “Non avevamo mai avuto il Charles de Gaulle, continueremo a sostenere i vettori che fanno queste scelte e quelle di allungamento della stagionalità” ha osservato il direttore commerciale Natale Chieppa.
 
Basati cinque aerei in Sicilia, AirOne ripone sull’isola il maggior investimento quest’anno: “Puntiamo di più sull’internazionale – precisa il direttore Laura Cavatorta – e abbiamo deciso di farlo in rete con gli operatori siciliani, ma dobbiamo trovare il modo di trovare al meglio insieme sui territori a presentarci. Potrebbe servirci da parte della Regione la condivisione dei dati sui flussi turistici per tracciare i viaggiatori, capirne le nuove esigenze”. Necessità di dati che sono al centro di un progetto istituzionale: “Presto – ha annunciato l’assessore regionale al Turismo, Michela Stancheris - sarà online una piattaforma regionale che metterà in rete le cifre delle strutture alberghiere e dei musei”.
 


L’approfondimento. C’è da combattere il fenomeno del sommerso
 
Bisognerà fare i conti anche con l’economia sommersa che gravita attorno al turismo siciliano. Per mettere in pratica questo progetto bisognerà inevitabilmente fare i conti con una fenomenologia che purtroppo in Sicilia è sempre più dilagante. L’assessore regionale Michela Stancheris ha messo tutti in guarda: “Occorre fare attenzione – precisa - visto che in questa regione c’è una quota di sommerso elevata e non tutte le strutture sono certificate”. In parole povere ci vorrà più attenzione e non sarà molto facile riuscire ad imporsi in questa giungla. L’Istat conferma questa alta incidenza di sommerso in Sicilia per quanto concerne il turismo: secondo l’istituto di statistica addirittura l’Isola è la seconda regione d’Italia con la più massiccia incisività del fenomeno. Da considerare infatti che all’incirca 300 mila italiani ogni anno scelgono come meta le case private e nella maggior parte dei casi viene fatto praticamente tutto in nero. In un recente sondaggio la Uic, l’ufficio italiano dei cambi, ha evidenziato che in Sicilia solo il 66 per cento dei viaggiatori sceglie l’albergo, seguito a ruota dalle case in affitto (15 per cento) e dalle case di amici (13 per cento). Si dividono gli ultimi posti, poi, i campeggi o la categoria altro, rispettivamente al 2 e 4 per cento.

Articolo pubblicato il 06 aprile 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Lassessore regionale Michela Stancheris
Lassessore regionale Michela Stancheris