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Quotidiano di Sicilia

Lo Statuto delle opportunità e non dei privilegi
di Redazione

A Palermo si è conclusa la seconda tappa della Campagna etica 2014 del QdS. Il presidente dell'Assemblea regionale siciliana, Giovanni Ardizzone: "Difenderò le prerogative statutarie alla Corte costituzionale"

Tags: Campagna Etica 2014, Regione Sicilia, Sicilia, Statuto Siciliano



PALERMO – Si è svolto questa mattina il secondo appuntamento con la Campagna Etica 2014 lanciata dal Quotidiano di Sicilia. Un'iniziativa pensata per per mettere insieme la Classe dirigente per aiutare le istituzioni a cambiare passo.
“Occorre – ha sottolineato il direttore del QdS, Carlo Alberto Tregua - un cronoprogramma preciso per le riforme e rimettere in moto l'economia. Per questo sul QdS di oggi abbiamo lanciato la provocazione di abolire lo Statuto dei privilegiati”.
Il presidente dell'Assemblea regionale, Giovanni Ardizzone, ha risposto come sia, però, necessario “creare consenso popolare per salvaguardare l'Autonomia”.
“Non possiamo sacrificare lo Statuto speciale in nome delle riforme: è facile incantare il popolo ma occorre differenziare lo Statuto - ha continuato Ardizzone - da chi l'ha interpretato per mantenere dei privilegi, che vanno eliminati”.
“Abbiamo già fissato – ha ripreso Ardizzone - un incontro con la Corte costituzionale per chiarirci le idee su alcuni punti. La provocazione deve essere: abroghiamo l'articolo 38 e applichiamo pienamente il nostro Statuto. Non vogliamo più soldi da parte dello Stato, ma tutto quello che si produce in Sicilia ce lo dobbiamo tenere”.
Ardizzone ha poi concluso lanciando un'ultima provocazione: “Abroghiamo la Camera, che è formata da 630 deputati, e lasciamo il Senato”.
Per gli indirizzi di saluto ha preso la parola anche Roberto Lagalla, rettore dell'Università di Palermo: “La domanda – ha detto - non è Statuto sì, Statuto no, ma se c'è stato un esercizio improduttivo o irresponsabile dell'autonomia. La risposta ha due diramazioni: anzitutto l'assetto vero e proprio dello Statuto, poiché l'intervento per la manutenzione tecnica dello stesso è necessario ma tardivo”.
“Per la seconda diramazione – ha spiegato - occorre pensare all'applicazione reale dello Statuto. Per ripartire è necessario uscire dalla logica del 'ci date troppo poco' e rivedere in chiave di pianificazione politica la possibilità di trasformare il programma della Regione da assistenzialistico a rilancio della spesa produttiva”.
Per Luciano Abbonato, assessore al Bilancio del Comune di Palermo, “È giusto interrogarsi sullo Statuto, ma non si tratta di dividersi in difensori e propugnatori del commissariamento. Di fatto lo Statuto non esiste più e il commissariamento è già in atto: basti pensare a quanto è successo nel settore della sanità o al Patto di stabilità”.
Anche il sottosegretario allo Sviluppo economico, Simona Vicari, ha tenuto a inviare i propri saluti. “Quello scelto – ha comunicato con una nota inviata all'organizzazione – è un titolo molto evocativo. La Sicilia deve risorgere e può farlo attraverso l'impegno di tutti noi e grazie agli strumenti che lo Stato offre. Per le Regioni Obiettivo convergenza sono destinati 1,2 miliardi di euro più 600 milioni per facilitare l'ingresso al credito delle piccole e medie imprese. Inoltre il ministero per lo Sviluppo economico ha attivato il bando per accedere alle risorse messe a disposizione dalla Sabatini bis: un plafond complessivo cui avranno accesso circa 25 mila aziende”.
Il tavolo delle proposte è stato aperto dall'assessore regionale all'Agricoltura, Dario Cartabellotta.
“Da assessore – ha raccontato - vivo un dualismo: mi devo occupare di politiche di welfare e di sviluppo, ma spesso non si pensa che puntare su quest'ultimo può risolvere il primo problema”.
“La possibilità di sviluppo e di crescita - ha concluso - viene dalla collaborazione con i privati, perché la Regione non può fare l'imprenditore. Oggi è fondamentale l'approvazione del Ddl pagamenti. Se non si sblocca, visto che aspetta all'Ars da luglio, l'assetto di tutta la Regione va in tilt”.
La crescita passa anche dalle infrastrutture e in tal senso Dario Lo Bosco, presidente di Rete ferroviaria italiana, ha illustrato i progetti in programma per il territorio. “La Sicilia – ha spiegato - è strategica. Se cresce il Sud cresce anche il Nord e tutta l'Europa. Al di là dell'autonomia dello Statuto, sono le regioni che devono programmare le infrastrutture a rete nei propri territori. Per crescere occorre aprire i cantieri e in tal senso abbiamo in programma opere per 3 miliardi di investimenti in Sicilia grazie al Pon trasporti”.
Altro aspetto evidenziato da Lo Bosco è quello dell'alta velocità light in Sicilia: “Le grandi aree metropolitane – ha spiegato - devono essere connesse tra loro e, in tal senso, si inserisce il potenziamento dei collegamenti via nave Messina-Reggio Calabria, in attesa di un'infrastruttura fissa per il momento bloccata, come il Ponte sullo Stretto”.
“Con la Regione – ha concluso - abbiamo pensato anche a potenziare i collegamenti con gli aeroporti di Comiso e Trapani, per puntare sull'intermodalità”.
Per il mondo del lavoro, il segretario generale Cgil Sicilia, Michele Pagliaro: “Ci si libera dal bisogno se si crea lavoro: questa è la vera preoccupazione. La riforma degli assetti istituzionali dovrebbe razionalizzare i servizi, a partire dai rifiuti. La classe dirigente deve ottenere consenso sociale tagliando chirurgicamente la spesa pubblica e favorendo la crescita”.
Per le imprese, il vicepresidente di Confindustria Sicilia, Giuseppe Catanzaro: “Al sistema delle imprese per competere occorre qualificare il lavoro vero, che produce ricchezza e bisogna farlo anche attraverso il Ddl pagamenti, bloccato all'Ars. La Sicilia non sarà mai realmente autonoma se non smettiamo di elemosinare”.
Roberto Tobia, presidente Federfarma Palermo ha illustrato le proposte per “un nuovo ruolo sociale della farmacia, per dare la possibilità di mettere al centro dell'attività il soggetto malato. Tutte le attività che vogliamo portare avanti con la Regione potranno portare a sostanziali risparmi. La farmacia deve essere una porta d'ingresso per il cittadino nel mondo per la salute”.
Critiche alla Regione da Elio Sanfilippo, presidente Legacoop Sicilia: “All'inizio di questa legislatura si è parlato molto di rivoluzione, ma finora questa rivoluzione non si è vista. In questi decenni si è fatta la scelta di privilegiare le solite aree dimenticando il tessuto imprenditoriale: occorre ripartire dal sistema delle piccole e medie imprese”.
Dalle cooperative anche la voce di Cesare Arangio, vice presidente Confcooperative Sicilia: “Da più di un anno chiediamo alla politica di fare qualcosa. Il nostro tessuto imprenditoriale è caratterizzato da micro e medio imprese, che hanno bisogno di essere alimentate. Serve intervenire sulla burocrazia semplificando le procedure e facilitare l'accesso al credito”.
Per i professionisti il presidente Ordine architetti Sicilia, Giovanni Lazzari ha lanciato la proposta del “Progetto Riuso (Rigenerazione urbana sostenibile)”, cui hanno aderito Legambiente e Confindustria. Il progetto “punta a non consumare più suolo, anche a causa dei tanti problemi legati al rischio idrogeologico”.
Fabio Tortorici, presidente Ordine geologi Sicilia: “Dal nostro punto di vista investiremo in professionalità e formazione per la green economy, già molto avanti in altre regioni. È necessario puntare su un Piano regionale di rilancio del territorio e dell'ambiente: basti pensare alla geotermia, poiché siamo l'unica regione a non avere un regolamento che dia l'opportunità a imprenditori e professionisti di sfruttare l'energia terrestre”.
Ha concluso gli interventi il dirigente generale del dipartimento Infrastrutture della Regione, Giovanni Arnone: “Oggi stiamo mettendo una serie di piccoli semi in un campo per vedere cosa poi germoglierà. Stiamo lavorando a un contratto di sviluppo per infrastrutture ferroviarie che valgono da sole 2,4 miliardi. Ci sono già i cantieri aperti e man mano si vanno aprendo. Altro contratto in corso è quello con Anas, per strade e autostrade, per 2,1 miliardi, tra cui ulteriori lotti della Catania-Siracusa e la Agrigento-Caltanissetta. Abbiamo anche fatto alcune operazioni coinvolgendo i privati per la riqualificazione dei centri storici e stiamo affrontando anche il tema dell'housing sociale. Tutto quello che può fare il privato non lo deve fare il pubblico”.
La riunione della Campagna etica del QdS si è conclusa con la presentazione del Protocollo antisismico, iniziativa della Fondazione Marilù Tregua, cui hanno già aderito 25 soggetti. L'obiettivo è presentare entro l'anno all'Ars un disegno di legge per la ristrutturazione di 1,3 milioni di immobili, con interessi sui mutui a carico della Regione, che garantisca sicurezza e migliaia di posti di lavoro.

Articolo pubblicato il 05 aprile 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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