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Quotidiano di Sicilia

Vinitaly 2014, c'è tanta Sicilia
di Redazione

Dal 6 al 9 aprile, ospitato a VeronaFiere, torna uno dei più importanti appuntamenti del settore del vino. Sicilia in primo piano con oltre 170 aziende presenti. Ecco tutti i numeri della fiera. 

Tags: Vino, Vinitaly, Sicilia, Cultura



PALERMO - Con 170 aziende presenti, la Sicilia è ancora una delle più “popolose” regioni al Vinitaly, il Salone del vino in programma a VeronaFiere dal 6 al 9 aprile. Una presenza importante quella dell'isola sia nei numeri che nella qualità dei vini, ma anche per alcuni importanti progetti che verranno presentati nel corso della manifestazione. Nel padiglione ci saranno duemila etichette, e ognuna porterà con sé, oltre ai propri prodotti, anche la propria identità, la propria storia, il proprio territori, perché una delle ricchezze della Sicilia del vino risiede proprio nella diversità dei suoi vigneti, dei suoi territori e quindi dei suoi vini.

 
Vino e cultura Diversità da sfruttare sempre più in termini di promozione d'immagine all'estero sotto il cappello del brand unico: la Doc regionale che ha avuto una buona partenza con 120 mila ettolitri di vino certificati nel primo anno. Altra novità è la presenza dei Gal siciliani, i gruppi di azione locale, che sono centri propulsori di sviluppo e animazione territoriale che connettono i diversi tessuti produttivi. Lunedì sono in programma tre iniziative proprio dedicate alle realtà territoriali e alla loro promozione turistica. Nel corso della manifestazione veronese, inoltre, saranno presentati anche importanti progetti che puntano al connubio tra cultura, turismo ed enogastronomia. A fare gli onori di casa sarà, infatti, l'assessore regionale ai Beni culturali e all'identità siciliana, Maria Rita Sgarlata. Uno dei fiori all'occhiello di quest'anno sarà “Diodoros - Il vino della Valle” lanciato dall'Autorità del Parco della Valle dei Templi di Agrigento, in collaborazione con le strutture produttive del territorio, per riprendere la coltivazione della vite nelle aree demaniali del Parco. È stato prodotto un vino, il Diodoros, che nasce dalla convenzione tra l'ente parco e la cantina Cva Canicattì impegnata da oltre quarant'anni a mettere in luce con le sue etichette la tradizione viticola dell'agro agrigentino che esprime il meglio delle sue potenzialità con i vitigni autoctoni siciliani.
 
Vini passiti Altro progetto che verrà presentato nel corso del Vinitaly è “Passitaly”: iniziativa lanciata dal Comune di Pantelleria, in collaborazione con VeronaFiere e Irvos, dedicata ai vini passiti che si svolgerà nella prima decade di settembre a Pantelleria. La manifestazione coinvolgerà oltre ai produttori locali anche i territori dei grandi passiti del Mediterraneo: le aree delle Malvasie, il Sauternes francese, il Tokaj ungherese. Ma non ci sarà solo il mondo del vino tra i padiglioni della Fiera di Verona: anche quest'anno si svolgerà contemporaneamente ”Sol&Agrifood”, la rassegna internazionale dell'agroalimentare di qualità dove la Sicilia sarà presente in particolare con l'olio extravergine di oliva. Saranno 33 le aziende olearie che faranno degustare a visitatori e buyer l'oro verde siciliano che viaggia spedito verso il riconoscimento dell'Igp Sicilia.
 
I numeri della produzione siciliana Buona partenza per la Doc Sicilia nel suo primo anno. Nel 2013 sono stati certificati quasi 120 mila ettolitri di vino sui quasi 213 mila del totale di tutte le Doc siciliane, pari quindi al 56,3%. Si tratta di quasi 16 milioni di bottiglie etichettate col marchio siciliano. Per quanto riguarda, invece, le varietà di vino più rappresentate tra le certificazioni Doc Sicilia spiccano i Bivarietali Rossi con il 21,94% del totale, seguiti dal Bianco (16,82%) e dal Nero d'Avola (14,91%). Circa i due terzi degli imbottigliamenti certificati (oltre 78 mila ettolitri) sono stati effettuati in Sicilia, mentre un terzo (oltre 41 mila ettolitri) viene imbottigliato fuori dall'isola. Nel primo caso è il Bianco il più presente con il 25,63%, seguito dal Nero d'Avola (16,09%) e dal Pinot Grigio (10,15%), mentre per quanto riguarda l'imbottigliato fuori zona di produzione i Bivarietali Rossi la fanno da padrone con il 63,09%, seguiti da Grillo (14,49%) e Nero d'Avola (12,64%). “Il dato di partenza della Doc Sicilia - commenta Lucio Monte, direttore dell'Irvos, l'Istituto regionale vino e olio - è sicuramente positivo e fa ben sperare. È ovvio che l'auspicio è quello di poter aumentare la quantità di vino certificato con questo marchio che fa da 'ombrello' alle altre Doc siciliane: il brand Sicilia è sicuramente riconosciuto a livello internazionale”.
 
I programmi della Regione “Adesso tocca al Consorzio della Doc Sicilia - aggiunge Monte - spingere sull'acceleratore per fare in modo che aumenti la quantità di vino certificato e che questo marchio venga riconosciuto non solo per l'identità che esprime, ma anche come sinonimo di qualità. Uno sforzo da compiere anche in vista dell'Expo 2015 dove la biodiversità e la qualità dei prodotti agroalimentari saranno i temi centrali”. Sulla stessa linea l'assessore regionale dell'Agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea, Dario Cartabellotta. “Il Consorzio Doc Sicilia - dice - si faccia interprete attivo delle politiche di promozione dei territori e dei vini, sviluppando progetti di internazionalizzazione centrati sul riconoscimento della qualità del vino siciliano, oggi espressa dall'intero sistema vino dell'isola. Questo può avvenire se tutte le aziende sono unite e parlano con la stessa voce”. “Altro obiettivo strategico - prosegue Cartabellotta - è sostenere il livello di posizionamento e di penetrazione dei nostri vini nei mercati internazionali con la prospettiva di aumentare i fatturati dell'export dell'intero comparto, ma anche dare il giusto rilievo e posizionamento alla qualità oggi riconosciuta ai nostri vini. Una qualità che sia anche a giusto prezzo”. Per quanto riguarda gli imbottigliamenti con marchio Igt nel 2013, l'indicazione geografica ha riguardato circa 1,3 milioni di ettolitri di vino, l'80% col marchio Terre siciliane e quasi il 20% con quello Sicilia Igt.
 
Scrittori di vino Dopo le strade del vino, nasce “La strada degli scrittori” per scoprire la Sicilia e la sua anima letteraria, visitando i luoghi che hanno visto nascere e produrre scrittori di prima grandezza, da Verga a Pirandello, da Brancati a Sciascia, da Bufalino a Consolo, da Ignazio Buttitta a Dacia Maraini. La proposta, per rilanciare cultura e turismo nel cuore letterario della Sicilia, è nata da un'idea di Felice Cavallaro, giornalista del Corriere della Sera. L'iniziativa sarà presentata al Vinitaly. La prima area in cui sperimentare il progetto, infatti, può essere concentrata nei trenta chilometri che vanno da Racalmuto a Porto Empedocle.Nel mezzo splende la Valle dei Templi di Agrigento con il giardino incantato della Kolimbetra, ma in quei trenta chilometri ci sono pure le case natali, le statue, i luoghi frequentati, le trattorie, i paesaggi amati da Luigi Pirandello, Leonardo Sciascia e Andrea Camilleri. Una linea che va dalla Contrada Noce, il buen retiro di Racalmuto dove Sciascia scrisse gli ultimi libri, alla ormai famosissima Scala dei Turchi. Luoghi dove poter assaggiare anche vini pregiati. Ecco l'itinerario di questo angolo siciliano che dalla collina al mare può conquistare turisti decisi a trasformare una vacanza fra le spiagge della Vigàta del commissario Montalbano in un'occasione per far vivere i libri dei tre grandi scrittori.
 
Il nuovo marchio La Sicilia presenta un nuovo marchio: “Qualità Sicura Sicilia”. L'obiettivo è quello di valorizzare i prodotti agricoli e alimentari con un elevato standard qualitativo controllato, attuare azioni di informazione ai consumatori sulla provenienza e sulla qualità dei prodotti agroalimentari certificati e promuovere e sostenere il marketing di questi prodotti. Il marchio verrà presentato lunedì nella sala business del padiglione Sicilia al Vinitaly. Il marchio, di proprietà della Regione Siciliana, può essere concesso in uso a tutti gli operatori dell'Unione Europea - iscritti nel registro delle imprese delle Camere di commercio o presso organismi analoghi di altri stati membri dell'Ue - che ne facciano richiesta all'assessorato regionale dell'Agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea. Le categorie per le quali si potranno utilizzare il marchio sono tantissime: dal caffè alle farine, dai gelati ai prodotti agricoli, dalle bevande alcoliche (escluse le birre) ai servizi di ristorazione. In ogni caso, i prodotti devono risultare liberi da Ogm, devono rispettare le norme su sicurezza e igiene ed essere normati da un disciplinare di produzione.

Articolo pubblicato il 05 aprile 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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