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Esami falsi all'Università di Palermo: i fatti e la sentenza
di Redazione

Condanne per Paola Adriana Cardella, ex responsabile della segreteria della facoltà di Economia e commercio, e per altri otto studenti dell'Ateneo. Il 6 ottobre comincerà il processo con rito ordinario per gli altri imputati.

Tags: Esami Falsi, Università, Palermo, Condanne



PALERMO - L'ex responsabile della segreteria della facoltà di Economia e commercio dell'ateneo palermitano, Paola Adriana Cardella, è stata condannata a cinque anni di reclusione (pena diminuita di un terzo per la scelta del rito abbreviato) per avere caricato sul sistema dell'università 71 esami che non sarebbero stati mai sostenuti da dieci studenti. Alcuni di loro secondo l'accusa si sono poi laureati grazie alle false attestazioni della regolare carriera universitaria. Secondo l'accusa, sostenuta dal pm Amelia Luise, bastava pagare e nel piano di studi spuntavano esami mai sostenuti. Non c'era bisogno di presentarsi davanti ai professori della facoltà di Economia e Commercio, Architettura e Ingegneria. Fino a quando gli agenti della sezione Reati contro la pubblica amministrazione della Squadra mobile non hanno scoperto la truffa.
 
Le altre condanne Anche due studenti hanno chiesto il rito abbreviato: Francesco Mattina, che è stato condannato a un anno, e Claudia Vitello che è stata assolta. Altri sei studenti hanno patteggiato la condanna con pene da sette mesi a due anni. Sono Francesco Giaconia, Marilena Tusa, Francesco Pirrone, Davide Di Salvo, Giuseppe Lo Buono, Gioacchino Maria Di Franco. Il giudice ha rinviato a giudizio altre quindici persone, tra le quali c'è anche un'altra impiegata dell'università, Rosalba Volpicelli. Il 6 ottobre comincerà il processo con il rito ordinario per Ignazio Giulietto, Giuseppe Gennuso, Giuseppe Ciciliato, Andrea Tomasello, Caterina Guddo, Riccardo Della Vecchia, Alexandra Rita Ntonopoulou, Carlo Giglio, Giuseppe Capodici, Francesca Pizzo, Ilenia Messina, Walter Graziani, Paolo Coviello, Nunzio Fiorello. L'università di Palermo si è costituita parte civile.
 
Il rettore dell'università di Palermo Roberto Lagalla è intervenuto sulle condanne comminate oggi per frode a otto tra ex dipendenti e studenti dell'Ateneo. "La sentenza di oggi (ieri, ndr) - ha detto il rettore Roberto Lagalla - arriva al termine dell'inchiesta che l'Università di Palermo ha innescato, segnalando alla Procura le irregolarità riscontrate in alcune carriere degli studenti". "Quando mi sono insediato, ho disposto infatti che la verifica delle carriere universitarie fosse verificata anche manualmente, - aggiunge - verbale per verbale d'esame, e non attraverso riscontri telematici. Lì sono emerse le incongruenze che abbiamo segnalato e che hanno determinato, da parte nostra, l'avvio di procedimenti disciplinari che hanno portato a licenziamenti e sospensioni, e la nostra costituzione di parte civile al processo. Con le procedure attuali, non ci sono spiragli per tentativi di frode". 

Articolo pubblicato il 17 aprile 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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