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Professionisti possono accedere ai Fondi Ue sia strutturali, che Horizon 2020 e Cosme
di Bartolomeo Buscema

Bruxelles vara il Piano d’azione per le libere professioni che riguarda quasi undici milioni di persone in Ue. Inclusa istruzione all’imprenditorialità, accesso ai mercati e al credito, riduzione oneri amministrativi

Tags: Unione Europea, Fondi, Horizon 2020, Cosme, Antonio Tajani



CATANIA - I professionisti potranno accedere ai fondi europei strutturali, Horizon 2020 e Cosme, prima riservati alle imprese. Un nuovo orientamento dell’Unione Europea emerso dalla recente conferenza dedicata alle libere professioni che ha avuto luogo a Bruxelles, e che ha varato il Piano d’azione per le libere professioni. Una misura che darà una boccata di ossigeno ai tanti liberi professionisti italiani che oggi fanno di tutto per “galleggiare”.

Il vicepresidente della Commissione europea, Antonio Tajani, ha affermato che saranno disponibili anche per i professionisti i fondi strutturali, i fondi del programma Horizon 2020 per la ricerca e l’innovazione; e fondi Cosme, mirati alla competitività delle imprese e alla crescita economica.

Le modalità di trasferimento di tali fondi e l’ammontare degli stessi sono contenute nel Piano d’azione per le libere professioni che si articola in cinque linee studiate per sostenere le attività dei liberi professionisti che, ricordiamolo, nel 2010, in Europa, hanno raggiunto un giro d’affari di circa 600 miliardi di euro con un’occupazione di quasi undici milioni di persone.

Più in dettaglio, le linee di azione del Piano concernono l’istruzione all’imprenditorialità, l’accesso ai mercati, l’accesso al credito, il rafforzamento della partecipazione e della rappresentanza a livello europeo, la riduzione degli oneri amministrativi.
 
Tutti obiettivi per i quali saranno avviate iniziative per spiegare ai professionisti come usufruire dei fondi comunitari e le modalità con cui attivare i processi d’internazionalizzazione. Ora l’auspicio è che si proceda alla redazione di bandi chiari tagliati a misura per le esigenze dei professionisti che sinteticamente sono l’accesso al microcredito, la creazione di start up, la formazione e la copertura  finanziaria eventi imprevisti. E anche a un’omogeneizzazione, a livello europeo, dell’imposizione fiscale che purtroppo penalizza i professionisti italiani che sono tassati con aliquote più elevate rispetto alla media europea.

Articolo pubblicato il 26 aprile 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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