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Ars rinviata di un giorno per accogliere Matteo Renzi
di Raffaella Pessina

Senatori Mpa critici sul magro bottino di 49 mln € da attuazione art. 37 Statuto. D’Asero (Ncd): “Il governo assente ingiustificato”

Tags: Ars, Matteo Renzi, Rosario Crocetta



PALERMO - La seduta d’Aula dell’Assemblea regionale che si doveva svolgere ieri ed incentrata sui correttivi finanziari del bilancio di previsione è stata rinviata a questa mattina, su richiesta dell’assessore all’Economia Roberto Agnello. L’assessore ha posto l’esigenza di aggiornare i lavori “a causa degli impegni istituzionali del governo regionale con il presidente del Consiglio Renzi” giunto ieri pomeriggio nel capoluogo siciliano.

Critica l’opposizione: il governo è “Assente ingiustificato” per Nino D’Asero, capogruppo Ncd all’Ars, che aggiunge come “il governo continua con una specie di finanziaria a rate, a pezzi e bocconi, e col rischio serio di approvarne una, di queste rate, proprio quando è ormai scaduta: almeno la rata dei lavoratori”.

Martedì scorso a Sala d’Ercole si era conclusa la discussione generale sulla manovra di variazione del bilancio dell’Ars e il parlamento ha approvato il passaggio agli articoli. In Aula verranno riproposte due norme molto discusse e bocciate in commissione bilancio: il tetto a stipendi e pensioni dei dipendenti pubblici e dell’Ars (200 mila euro) di Antonello Cracolici (Pd) e quello di Savona col quale il deputato di Forza Italia intende cancellare la norma-bavaglio contenuta nella cosiddetta legge sull’editoria. Critico il presidente di Anci Sicilia, Leoluca Orlando, alla notizia della scomparsa del mutuo di 100 milioni, previsto per finanziare i Comuni, dal testo della Manovra correttiva: “Si tratta di un atto inaccettabile che ha apertamente violato gli impegni assunti con i Comuni anche alla luce delle dichiarazioni rese all'indomani della Assemblea dei Sindaci del 5 maggio”.

Intanto ieri mattina Crocetta ha commentato positivamente la notizia che l’Agenzia delle Entrate ha dato il via libera all’attuazione dell’articolo 37 dello statuto autonomistico siciliano, secondo cui le tasse versate dalle imprese per attivita’ svolte in Sicilia, anche nel caso la sede aziendale non sia nell’Isola, devono andare nelle casse della Regione.
 
“La buona notizia - ha detto il governatore - è che l’articolo 37 dello Statuto si incomincia ad applicare in Sicilia e non era un bufala come dicevano i nostri oppositori politici. D’altra parte abbiamo lavorato in questi anni e ora si vedono i frutti”. “Chiaramente - ha proseguito - quest’anno i fondi disponibili saranno solo 49 milioni di euro, però ci interessa che venga introdotto il principio. Man mano negozieremo nuove risorse e quelle risorse sono destinate ad incrementarsi automaticamente”.

Critiche giungono dai senatori dell’Mpa Antonio Scavone e Giuseppe Compagnone. “La verità è che il decreto 35 del 2013 aveva già interpretato in modo distorto l’attuazione dell’articolo 37 dello Statuto assegnando alla Sicilia risorse di gran lunga inferiori rispetto a quelle a cui avrebbe diritto (solo 49 milioni a fronte di 1 miliardo di euro). Questi 49 milioni - aggiungono i due senatori - non sono altro che un espediente che ha consentito al governo Crocetta di approvare il bilancio del 2013. Oggi l’Agenzia delle Entrate, in attuazione del decreto Mef del 19 dicembre 2013, si limita a individuare il codice del tributo di cui si dovranno servire le imprese operanti in Sicilia”.

Infine la Procura regionale della Corte dei conti ha archiviato il procedimento per danno erariale nei confronto dell’ex assessore regionale Luigi Gentile per la nomina di nove dirigenti generali esterni decise dal governo presieduto da Raffaele Lombardo. Accolta la tesi del difensore, avvocato Girolamo Rubino, secondo cui Gentile era assessore alle Infrastrutture il cui dirigente generale era Vincenzo Falgares, interno all’amministrazione regionale, e inoltre non aveva proposto alcuna nomina di dirigenti esterni. Il danno erariale, che oltre a Gentile era stato contestato ad altri componenti della giunta, è di 2.060.629 euro.

Articolo pubblicato il 15 maggio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Matteo Renzi
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