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Quotidiano di Sicilia

Renzi faccia rinsavire i Dem siciliani
di Carlo Alberto Tregua

Taglio dei privilegi e riforme

Tags: Matteo Renzi



Sappiamo che la segreteria regionale del Partito democratico è governata da una maggioranza cuperliana, ostile al segretario-primo ministro. Tuttavia, non è più pensabile che nella situazione comatosa in cui versa l’economia siciliana, vi possano essere beghe interne ai partiti più grossi, che impediscano un decisivo ribaltamento della situazione.
È del tutto evidente che vanno tagliati privilegi, clientelismi e favoritismi ovunque si trovino, col buon senso del pater familias, mentre occorre utilizzare le risorse finanziarie così recuperate, destinate interamente alla crescita.
I Dem siciliani e i loro alleati nazionali del Ncd devono fare uno sforzo responsabile per rimettere in carreggiata la scassata Regione, coinvolgendo Udc e Articolo 4 sulla strada della crescita.
Se i pentastellati fossero persone di buon senso, e con competenze, dovrebbero partecipare al nuovo corso della Sicilia che non può più attendere.

I Dem siciliani e i loro alleati debbono farsi guidare da un capitano, Crocetta, sulla via delle riforme e dei tagli che non tocchino i servizi, perché effettuati con qualità, e tendenti ad eliminare le innumerevoli fasce di inefficienza che si trovano nella Pa.
Il nocchiero Crocetta dovrebbe volentieri coinvolgersi in questo disegno di Risorgimento Sicilia, più volte da noi propugnato. Se, invece, continuasse su questa strada, giorno per giorno porterà al naufragio la Sicilia e i suoi occupanti.
Il presidente della Regione e i suoi alleati devono stendere un cronoprogramma da rendere pubblico sul web, nel quale siano indicate le azioni di riordino, le riforme della Pubblica amministrazione e di attuazione dei Piani il cui elenco è stato pubblicato nei giorni scorsi, con date certe e tassative di approvazione delle leggi regionali.
Inoltre, vanno indicate alla pubblica opinione tutte le subdole manovre dei singoli consiglieri-deputati o dei singoli gruppi politici, tendenti a mantenere clientelismi, favoritismi e privilegi non più accettabili dal popolo siciliano.
Nel forum con Davide Faraone, pubblicato mercoledì 21 maggio, è stato comunicato che il Governo intende far rispettare da tutte le Regioni, comprese quelle a Statuto speciale, una linea che coniughi il riordino dei conti con la crescita.
 
A Palermo, Renzi ha detto a chiare lettere che ogni tre mesi manderà gli ispettori alla Regione per constatare che abbia messo in moto i fondi europei, non spesi nel precedente settennio, per dieci miliardi; e se abbia messo in moto i procedimenti per spendere i circa sedici miliardi disponibili nel corrente settennio 2014/20.
Perché tutto ciò accada è indispensabile che Crocetta scelga una trentina di dirigenti tra i più bravi e professionali e gli affidi il compito tassativo di questa missione indispensabile per la Sicilia. Ovviamente, da parte sua, il presidente della Regione deve dare indicazioni al suo assessore all’Economia, Roberto Agnello, di tagliare dal bilancio 2014 tutte le spese improduttive e clientelari, in modo da rendere disponibili le risorse per co-finanziare i fondi Ue, senza delle quali essi continuano a restare bloccati.
Siamo allo stremo: o si cambia radicalmente musica, o periremo tutti quanti.

Con un coraggio finora non dimostrato, Crocetta dovrebbe dire chiaro e forte che i soldi per trenta o sessantamila inutili stipendi vengano dirottati per co-finanziare i fondi Ue, che mettono in moto decine di migliaia di posti di lavoro, oltreché migliaia di lavori autonomi dell’indotto.
Con un successivo atto di coraggio dovrebbe mettere in disponibilità, prevista dal comma 8 dell’art. 16 della legge n. 183/2011, diecimila dipendenti e mille dirigenti regionali con l’ottanta per cento dello stipendio.
Con un terzo atto di coraggio dovrebbe attuare il comma 6 della legge sopra indicata, che consente la mobilità obbligatoria fra diverse amministrazioni e diverse branche della stessa amministrazione.
Sui Piani regionali non aggiungiamo nulla perché già ampiamente descritti, salvo che essi costituirebbero la benzina per il motore siciliano dell’economia spenta.
Passate le elezioni europee, che non hanno tolto o aggiunto nulla alla situazione della Sicilia, non vi sono più scuse. è il momento in cui Giunta, Ars e Classe dirigente siciliana si mettano insieme per far risorgere la Sicilia.

Articolo pubblicato il 30 maggio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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