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Prestiti alle imprese, ecco cosa fanno i Business Angel
di Cecilia Parola

I Business Angel o Angel investor spesso salvano le aziende e aiutano le start-up: concedono prestiti alle imprese in qualità di investitori informali

Tags: Prestiti, Imprese, Start-up, Investimento, Rischio



Piccoli imprenditori, società che dispongono di grandi capitali, giovani e promettenti start-up: il mercato imprenditoriale è estremamente vario, ma al contempo rischioso per tutti. Sono in molti, infatti, a dover cercare un prestito vantaggioso  per far fronte alle difficoltà economiche della propria azienda o per avviare un’attività oggi che viviamo in un momento di forte vulnerabilità finanziaria.
 
Il ricorso al credito concesso da banche e finanziare però non è l’unica disponibilità a disposizione di quelle imprese che vogliono fare il “salto di qualità”. Se cerchiamo nelle cronache, possiamo trovare numerosi esempi di start-up e piccole realtà promettenti che grazie all’aiuto – e all’intuito – di investitori privati hanno raggiunto un incredibile successo: Google ed Apple, per citarne alcuni. Questi “benefattori” si chiamano Business Angel e malgrado l’anglicismo sono diffusi in tutta Europa, tanto che è nato un portale appositamente dedicato.
 
Di solito quando un’azienda è in difficoltà o per raggiungere il capitale necessario all’avviamento dell’attività, sono gli stessi dirigenti e soci che investono di tasca propria e in questo caso si parla generalmente di private equità. Qui, però, possono entrare in gioco i Business Angel (o Angel investor), direttori d’azienda o liberi professionisti che decidono di investire in maniera informale.
 
Su cosa investono i Business Angel? Solitamente su imprese promettenti, idee brillanti, start-up innovative, brevetti, marchi e insomma, in base al proprio fiuto per gli affari. Queste aziende, infatti, pur avendo professionalmente tutte le carte in regola per avere successo, non hanno le garanzie necessarie per accedere al credito.
 
Come si può immaginare, si tratta di investimenti molto rischiosi e i Business Angel devono per forza di cose essere persone con il gusto dell’imprevedibilità del mercato e con una grande fiducia nel proprio intuito. I ricavi per questi “angeli” delle imprese possono però essere molto alti. Una volta investito nell’impresa, e quindi acquistandone una quota, nel momento in cui l’attività dell’azienda sarà decollata i Business Angel potranno rivendere la propria partecipazione a un prezzo molto più alto di quanto stanziato inizialmente.
 
Figure di questo tipo esistono ovviamente anche in Italia. I settori in cui operano sono principalmente quelli legati all’industria manifatturiera, la più importante – e redditizia – se pensiamo a quanto sia legata alla storia del nostro pese. Gli investitori informali possono operare anche in altri ambiti, tanto che oggi il ricorso a questo tipo di finanziamenti è molto più cercato e frequente rispetto alle partecipazioni “formali”.
 
L’unico limite dei Business Angel si presenta nel momento in cui l’azienda già finanziata abbia bisogno di una spinta economica per crescere più velocemente. Si tratta, comunque, di investitori privati, quindi solitamente un investor non rischia ulteriormente il proprio capitale. In questi casi gli imprenditori possono ricorrere all’aiuto dei fondi di Venture Capitalist, anche se solitamente non sono messi a disposizione per le piccole realtà.

Articolo pubblicato il 30 maggio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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