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La miniera Italkali di Realmonte blocca la produzione perché il mite inverno ha tagliato la domanda di sale
di Redazione

La direzione ha deciso ddi trasferire parte del personale nei siti di Petralia e Racalmuto, dove si estrae salgemma destinato all’uso alimentare. Stabilimento aperto per interventi di manutenzione e migliorativi. Ripercussioni anche nello scalo a mare di Porto Empedocle

Tags: Italkali, Sale, Miniera, Calogero Schembri



Porto Empedocle (AG) – Un inverno piovoso ma climaticamente mite. è questa la ragione per cui il commercio di sale commercializzato e utilizzato per lo scongelamento delle strade nel Nord Europa è stato momentaneamente sospeso e la miniera di Italkali Realmonte temporaneamente chiusa.

Così, con la domanda di salgemma stecchita, la direzione dell’Italkali ha pensato bene di chiudere momentaneamente l’estrazione ed operare lavori di ampliamento, rimandando tutto a momenti migliori, sperando in inverni decisamente più rigidi di quello appena trascorso. Gli operai non sono però stati licenziati, né messi in cassaintegrazione, ma semplicemente trasferiti in altri siti produttivi quali Petralia e Racalmuto i quali estraggono prodotto per uso alimentare.

“Stiamo effettuando degli interventi sia di manutenzione ma anche di ulteriori investimenti dentro la miniera - ha spiegato Calogero Schembri direttore del sito Italkali di estrazione a Realmonte. Il nostro obiettivo, con gli investimenti attuati in questi giorni, è quello di migliorare la qualità del prodotto oltre che allargare gli spazi. Nel lungo termine ci prepariamo ad aumentare la produzione. Anche se purtroppo proprio quest’anno ci siamo trovati con un commercio di salgemma ridotto a causa del fatto che i magazzini del Nord Europa sono rimasti pieni, dopo che è trascorso un anno piovoso, ma non nevoso. La nostra speranza è quella che da settembre la domanda torni ad essere quella di sempre”. Un periodo difficile per questo segmento della produzione mineraria, che ha come principale conseguenza anche la riduzione drastica dei commerci dello scalo portuale empedoclino, da dove il salgemma viene commercializzato via nave. Il porto è infatti vuoto, ad esclusione delle belle navi da crociera che di tanto in tanto approdano in città, per far sì che i turisti possano recarsi alla Valle dei Templi. Una crisi portuale assai preoccupante considerando anche le riduzioni degli altri tradizionali commerci di materiali che di solito transitavano dalle banchine empedocline.

Di contro non ci sono grosse novità dal fronte del nuovo grande impianto per la trasformazione in solfato di potassio della kainite che si vorrebbe realizzare. Dopo il no del mondo politico della città di Realmonte, all’impianto nel suo territorio come proposto dalla società a maggioranza azionaria della Regione siciliana. Si sa comunque che la trattativa tra Italkali e Italcementi va avanti per poter utilizzare almeno in parte, lo stabilimento attuale della cementeria di Porto Empedocle. In cambio, secondo alcune indiscrezioni, Italcementi ed i sindacati avrebbero chiesto che l’eventuale impianto per la kainite possa assorbine una cinquantina di esuberi, attualmente presenti ed a rischio licenziamento, dopo il drastico calo della vendita del cemento seguito alla crisi del settore edile in Italia.

Intanto, alla Regione resta però il nodo della proprietà delle azioni della maggioranza dell’ente, che invece secondo una legge dovrebbero essere cedute ai privati. Difficile che senza risolvere tale problematica, si possa riuscire a poter realmente effettuare un investimenti di centinaia di milioni di euro. Una situazione in evoluzione che però intanto deve appunto registrare il mite inverno passato e la conseguenziale mancanza di navi per il sale nei moli empedoclini.

Articolo pubblicato il 06 giugno 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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