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La Regione siciliana lumaca affossa l’agricoltura
di Chiara Borzì e Giovanna Naccari

Nove anni per far partire i corsi (obbligatori) per gli imprenditori agricoli. Oggi, ad un anno dal loro avvio, risorse esaurite. In 10 anni formati 1.450 capi azienda in Sicilia ma chiuse 129.359 imprese

Tags: Iap, Regione Siciliana, Rosaria Barresi, Agricoltura, Giuseppe Nasello



I corsi per ottenere la qualifica di Imprenditore agricolo professionale (Iap) sono previsti per legge, le Regioni italiane sono tenute a organizzare percorsi di formazione per permettere ai cittadini richiedenti e ai lavoratori legati al mondo agricolo di accedere a questa classe di specializzazione.
Ma in Sicilia la presenza di questi corsi ha stentato a partire (9 anni dopo il d.lgs che li prevedeva) e dopo solo un anno dal loro avvio, la macchina sembra già essersi inceppata, nonostante l’imprenditore agricolo professionale rappresenti chiaramente la nuova frontiera del lavoratore del settore primario. Parliamo di una figura riconosciuta a seguito della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale del 22 aprile 2004, serie generale n. 94 del Decreto legislativo 29 marzo 2004 n. 99, approvato dal Consiglio dei Ministri in attuazione della delega prevista dalla legge 7 marzo 2003, n. 38. Queste disposizioni concludono l’iter del primo provvedimento di completamento dei principi-cardine della riforma agricola, in coerenza con quanto richiesto dalla politica agricola dell’Unione Europea.

Articolo pubblicato il 07 giugno 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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