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Biogas, robot siciliano rivoluzionario
di Rosario Battiato

L’Irssat ha sperimentato in tre comuni isolani un progetto che permette di produrre biogas ed energia elettrica dai rifiuti. L’iniziativa continuerà nelle municipalità nord europee che hanno già consolidato la raccolta differenziata

Tags: Regione Siciliana, Rifiuti, Rsu, Discarica, Irssat



PALERMO – Passo in avanti per la Sicilia del biogas. Se ne è  parlato a Bruxelles nei giorni scorsi nell'ambito dei risultati del ciclo di sperimentazione del progetto No Waste, realizzato in Sicilia dall’Irssat, l’Istituto di ricerca e finanziato dalla Commissione europea nell’ambito del programma Life plus, ospite d’onore della “Green Week”, il più grande incontro annuale sulle politiche ambientali europee che si è tenuto dal 3 al 5 giugno .

Produrre biogas ed energia elettrica dai rifiuti organici domestici, selezionando – alla fine del processo – compost di alta qualità, è possibile. Lo ha dimostrato l'Irssat grazie alla realizzazione di un piccolo robot elettrodomestico in grado di triturare i rifiuti organici domestici e agevolarne la trasformazione in pre-compost. “Il prodotto ritirato a intervalli regolari di una o due settimane,  – ha spiegato Giuseppe Lo Bianco, presidente dell'Istituto - in ragione dei quantitativi prodotti viene sottoposto poi a una seconda fase di lavorazione, che permette la produzione di biogas”. Il gas ottenuto dal processo può essere utilizzato come fonte energetica primaria, o subire una ulteriore trasformazione in energia elettrica. Il “residuo” finale del processo, sarà comunque un compost di alta qualità, ottimo come biofertilizzante in agricoltura.

I numeri del progetto dicono che se il robot fosse utilizzato da una comunità di 10/15 mila persone, la resa in termini di produzione di energia elettrica supererebbe il valore di 70/100 mila euro/anno, alle attuali tariffe degli enti di gestione in Italia. Questi risultati sono frutto di una sperimentazione effettuata su un campione di un centinaio di nuclei familiari selezionati in tre piccoli comuni siciliani: nel contesto rurale di Gaggi, a Melilli, all’interno di una area fortemente industrializzata e a Castelmola, che è invece inserita in un’area turistica. Adesso il progetto potrebbe trovare ospitalità, e una sperimentazione più ampia, nelle municipalità del nord Europa, dove la raccolta differenziata non è un dato da costruire – in Sicilia la media è inferiore al 10% con uno smaltimento in discarica intorno al 90% - ma una realtà culturalmente consolidata.

La Regione, tuttavia, non vuole perdere l'opportunità di fare un salto di qualità deciso nell'ottica del potenziamento della raccolta differenziata. Lo ha spiegato  Maria Pia Bottino, delegata alla Green Week dell’assessore all’Ambiente, Mariarita Sgarlata, ribadendo il proprio impegno all’interno del progetto No Waste. “Nonostante gli ostacoli creati allo stesso progetto dalle difficoltà finanziarie della Regione – ha detto Bottino – il progetto dell’Irssat e i suoi sviluppi restano 'strategici' nella politica del governo regionale”.

Un'occasione da sfruttare per il futuro del biogas che in Sicilia che continua a restare un sogno impossibile. Nell'ultimo rapporto del Gestore dei servizi energetici (Gse), pubblicato alla fine del 2013 con dati del 2012, la Sicilia si trova al quartultimo posto d'Italia con appena 69,6 Gwh per il settore delle bioenergie. Si trova a zero la produzione da RuU e da altre biomasse, e un timido 69,2 dal biogas e 0,4 dai bioliquidi. A vincere è sempre il nord: Lombardia (23,5%), Emilia Romagna (13,9%), Puglia (11,8%) e Veneto (9,1%) coprono circa il 60% del totale della produzione nazionale. La Sicilia arriva allo 0,6%, un dato ridicolo se pensiamo a tutte le risorse che a disposizione.

Articolo pubblicato il 08 giugno 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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