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Quotidiano di Sicilia

L’Ast non si privatizza, gettati altri 30 mln pubblici
di Rosario Battiato

I sindacati annunciano contributi capitalizzazione, tessere anziani e altri fondi. L’Azienda senza soldi per assicurare e manutenere i bus

Tags: Ast, Trasporto, Regione Siciliana



PALERMO – I siciliani non amano il trasporto pubblico e preferiscono di gran lunga l'auto, ma per la Regione va benissimo così. Indiscrezioni palermitane confermano la tendenza a mantenere come partecipata pubblica l'Azienda siciliana trasporti (Ast) senza dare avvio a quella privatizzazione che da tempo pare essere l'unica soluzione concreta per salvare questo pezzo del trasporto isolano senza gravare sulle case regionali sempre più vuote.

Anche la Corte dei Conti, nella recente audizione sulle finanze pubbliche, aveva denunciato l'insostenibilità del sistema partecipate tra conti rosso e personale in eccesso. A pompare le casse della partecipata, assicurano fondi sindacali, ci sarebbero poco meno di 30 milioni di euro tra somme del contratto di servizio, contributo capitalizzazione, tessere anziani e fondi relativi ai contratti nazionali di lavoro.  

“La volontà del governo Crocetta di non privatizzare l'Ast è un buon auspicio per il rilancio dell'azienda che, già con la finanziaria-bis, potrà incassare somme vitali per proseguire l'attività in serenità dopo mesi di sofferenza”. Le parole di Antonino La Barbera, segretario regionale Cobas settore trasporti, riportano fedelmente quanto appresso nell'ultimo incontro governo-sindacati-azienda sulle problematiche finanziarie e gestionali dell'Ast, che si è tenuto nei giorni scorsi presso la presidenza della Regione.

“Finalmente – ha aggiunto La Barbera - s'intravede un po' di luce in fondo al tunnel. Con la manovra che la Giunta si appresta a varare e che poi andrà all'esame dell'Ars verranno sbloccati 8 milioni di euro destinati alla capitalizzazione dell'Azienda. Entro fine mese la Regione pagherà altri 9,9 milioni sempre di contributo capitalizzazione. Inoltre, è prevista l'erogazione della seconda e terza trimestralità 2014 del contratto di servizio, pari a 6 milioni di euro; lo stanziamento delle somme per le tessere riservati agli anziani, 800 mila euro; e il trasferimento dei fondi relativi ai contratti nazionali di lavoro, 5,2 milioni a carico dello Stato”.

Soltanto una settimana fa i sindacati avevano duramente protestato davanti la presidenza della Regione perché l'Azienda si trovava senza risorse ed era addirittura a rischio il servizio, che ha già avuto diversi tagli in termini di percorrenza. In particolare i lavoratori contestavano l'assenza dei pagamenti relativi alle ultime due mensilità. L'Azienda, inoltre, si trovava nella condizione di non poter pagare assicurazione dei mezzi e manutenzione del parco vetture.

Articolo pubblicato il 13 giugno 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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