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Quotidiano di Sicilia

Giuseppe Picciolo: "La Sicilia non rimanga fuori da riforma della Pa"
di Raffaella Pessina

Fino a ieri mattina la finanziaria non ancora in commissione Bilancio. Picciolo (Drs): “Non ci si trinceri più dietro lo pseudoautonomismo”

Tags: Ars, Giuseppe Picciolo



PALERMO - Dovrebbe essere questa la settimana della finanziaria regionale. Invece fino a ieri pomeriggio non vi era traccia all’Ars del documento contabile del Governo regionale. Una situazione anomala visto che il governatore nella scorsa conferenza dei capigruppo si era mostrato favorevole ad una veloce presentazione ed approvazione della manovra economica per i siciliani.
 
Sulla regione pende la spada di Damocle del giudizio di parifica da parte della Corte dei Conti, che si era già mostrata poco benevola nel corso dell’audizione svoltasi la scorsa settimana in commissione Bilancio dell’Assemblea Regionale. Più e più volte il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone si è mostrato preoccupato per i ritardi della presentazione dei progetti di legge, soprattutto quello di carattere economico finanziario, situazione che poi obbliga il Parlamento a procedere con troppa fretta all’approvazione degli stessi, producendo leggi inadeguate. Dichiarazioni che hanno portato governatore e presidente dell’Ars vicino ad uno scontro istituzionale, dove Crocetta auspica che il Parlamento legiferi velocemente “senza far perdere tempo al Governo, e Ardizzone puntualizza che “E’ l'Ars ad approvare il bilancio della Regione”.

Intanto la Commissione bilancio fino a ieri mattina non ha potuto esaminare la finanziaria e questo pomeriggio il presidente Crocetta dovrebbe essere presente in Aula per riferire sullo stato d'avanzamento della spesa dei Fondi comunitari”. Questo sarà infatti il primo punto all’ordine del giorno della riunione di Sala D’Ercole prevista alle 16.

A seguire vi sarà la discussione della mozione sulla gestione delle autostrade siciliane (n. 178), e dei disegni di legge sull’Anagrafe scolastica regionale”. (n. 535/A), sulla “Istituzione degli ecomusei della Sicilia”. (n. 7/A), sulle “Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35.” (nn. 127-30/A), sull’ “Osservatorio equità e giustizia nelle filiere agricole e alimentari”. (n.348/A), e sulle “Nuove norme in materia di panificazione” (n. 1/A), solo per citarne alcuni perché l’elenco dell’ordine del giorno è molto lungo.

Intanto nei giorni scorsi Giuseppe Picciolo, il capogruppo dei Democratici riformisti per la Sicilia all’Ars ha ammonito: “La Sicilia non rimanga fuori dalla riforma della pubblica amministrazione annunciata dal premier Renzi. I principi generali della riforma valgano così come per lo Stato, nelle Regioni e nei Comuni. Non ci si trinceri mai più dietro quello pseudoautonomismo fatto solo di privilegi. Valga dunque anche il Sicilia la regole che un dirigente senza contratto per oltre due anni possa andare in mobilità e poi fuori ruolo, se non ritenuto idoneo,  senza più gravare sulla casse pubbliche. Mentre la mobilità dei dipendenti diventi fatto concreto per sbloccare i transiti verso Enti con sofferenza in pianta organica. Ci sia quindi semplificazione nelle procedure e si dia questa facoltà agli amministratori locali che valuteranno le esigenze. Sia questa della pubblica amministrazione la prossima vera riforma del governo regionale".

Articolo pubblicato il 17 giugno 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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